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Tre domande a... Guia Risari!

Tre domande a... Guia Risari!

In occasione della Giornata della Memoria abbiamo intervistato Guia Risari, autrice di “La porta di Anne”, un romanzo che, unendo realtà e finzione, apporta un punto di vista inedito sulla vita di Anne Frank e dà voce agli abitanti dell'Alloggio Segreto. Il libro è illustrato da Arianna Floris ed è corredato da una sezione ricca di note storiche e bibliografiche per approfondire.

Qual è stato il tuo primo incontro, da lettrice, con Anne Frank? 

"Il Diario" di Anne Frank l'ho letto, come tanti della mia generazione, a scuola. 
Dovevo avere 9 anni e, da allora, per me, la questione del Nazismo e la persecuzione degli ebrei sono stati una fonte di riflessione imprescindibile che ha guidato molte mie scelte. Ho studiato filosofia anche per affrontare la questione del male nel mondo, non il male teorico, ma incarnato. 

È stato difficile immedesimarti in nove personaggi diversi? 

Ogni scrittore dev'essere uno psicologo, deve saper provare nei confronti degli altri una grande empatia. Questo gli permette di condurre delle vite parallele e di vedere le cose con cento occhi diversi. Uscire dalla propria pelle per entrare in quella degli altri: è importante quest'esercizio non solo stilistico, ma soprattutto morale. 

Che senso ha, oggi, parlare di Anne Frank? 

Anne Frank è stata una vittima dell'odio razziale. La sua vicenda è un monito per combattere un mondo intollerante e ingiusto. Ripercorrere la sua tragica esperienza, per me, significa ricordare non solo l'unicità di una vita, ma denunciare le ideologie che conducono al genocidio. Finché ci sarà una guerra, per me, avrà senso parlare di Anne Frank e di molti altri. 

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