Le Cronache di Narnia

Le Cronache di Narnia: curiosità, ordine di lettura
e il magico mondo di Aslan

Benvenuti nel fantastico mondo di Narnia: un mix irresistibile di magia, leoni parlanti, fauni ballerini e streghe invernali. Che tu sia un giovane lettore o un nostalgico del fantasy, preparati a scoprire tutto quello che serve sapere sulle storie nate dalla penna di C.S. Lewis.

Da dove nasce Narnia? Un pizzico di storia e mistero

Le Cronache di Narnia sono state scritte da C.S. Lewis tra il 1950 e il 1956. Ma da dove arriva il nome Narnia? Spoiler: non è solo fantasia. Si dice che Lewis prese ispirazione dalla città reale di Narni, in Umbria, che nel Medioevo si chiamava proprio Narnia! Lo scrittore la scoprì sfogliando una mappa antica. Passeggiando nelle vie di questa cittadini i riferimenti alle Cronache sono davvero tantissime: ci sono dei leoni che proteggono una cripta, i vicoli sono bui e illuminati solo da candele... e ogni estate vengono organizzati i giochi di Narni e chi vince viene incoronato Re o Regina di Narni.

 L’ordine di lettura delle Cronache di Narnia

Qui iniziano le “avventure di Narnia”, o come direbbero i fan, la saga completa delle cronache narnia! Ma in che ordine leggerle?

Ordine di pubblicazione (per chi ama l’effetto sorpresa e vuole leggere i libri nel modo in cui sono usciti):

  1. Il leone, la strega e l’armadio
  2. Il principe Caspian
  3. Il viaggio del veliero
  4. La sedia d’argento
  5. Il cavallo e il ragazzo
  6. Il nipote del mago
  7. L’ultima battaglia

Ordine cronologico (per chi ama la coerenza narrativa, ordinati in base alle vicende che accadono):

  1. Il nipote del mago
  2. Il leone, la strega e l’armadio
  3. Il cavallo e il ragazzo
  4. Il principe Caspian
  5. Il viaggio del veliero
  6. La sedia d’argento
  7. L’ultima battaglia

Mondadori segue quest'ultimo ordine nella pubblicazione, che viene riportato anche in cover. Perché questa scelta?

Il cambio di ordine nasce negli anni '70-'80, principalmente per scelta editoriale delle case editrici anglosassoni. Dopo la morte di Lewis (1963), alcune edizioni successive, in particolare quelle americane, decisero di proporre i libri in ordine cronologico delle vicende narrate (iniziando con Il nipote del mago).

Il punto curioso? È stato lo stesso Lewis, in una lettera a un giovane lettore nel 1957, a dire che secondo lui “l’ordine cronologico ha più senso” se si considera la storia di Narnia come un unico grande racconto. Quindi, non è stata una decisione sua mentre scriveva, ma ha dato il suo “benestare” e così i suoi eredi hanno deciso di ripubblicare la saga seguendo l'ordine cronologico delle vicende narrate.

Curiosità che (forse) non sapevi su Narnia

  • Il tempo scorre diversamente: a Narnia puoi vivere anni e tornare nel mondo reale senza invecchiare di un giorno.

  • Il regno di Narnia ha tanti vicini curiosi: Archenland, Calormen, Ettinsmoor e l'Isola di Terebinthia.

  • Susan, la sorella maggiore, resta famosa anche per la sua assenza: nell’Ultima Battaglia non torna a Narnia perché… cresce “troppo in fretta” (dicono le leggende).

Cosa rappresenta davvero il mondo di Narnia?

Il mondo di Narnia non è solo un luogo incantato con creature fantastiche e armadi magici: è una gigantesca metafora, un racconto con più livelli di lettura. Dietro le avventure e i combattimenti si nascondono riflessioni profonde su crescita personale, fede, sacrificio e la lotta tra bene e male.

Aslan: il leone che ruggisce speranza

Aslan non è un semplice leone: è il vero cuore pulsante di tutta la saga. Secondo lo stesso C.S. Lewis, Aslan rappresenta una figura di salvezza e rinascita. In molti lo leggono come una rappresentazione di Cristo — Aslan si sacrifica per salvare Edmund e poi risorge, un simbolismo fortissimo legato al tema del perdono e della redenzione. Ma anche per chi non cerca significati religiosi, Aslan è l’emblema del coraggio, della lealtà e della giustizia che torna a riportare equilibrio dove regna il caos.

La Strega Bianca: il gelo che paralizza la crescita

Jadis, la Strega Bianca, trasforma Narnia in un regno dove è sempre inverno e “mai Natale” (frase iconica!). Rappresenta l’inganno e la tirannia, la seduzione del potere a scapito della libertà. È quel tipo di antagonista che non usa solo la forza, ma anche la manipolazione. Per i lettori più giovani può essere vista come “la cattiva”, ma per gli adulti diventa il simbolo delle tentazioni che ti fanno dimenticare chi sei davvero.

I fratelli Pevensie: crescita, scelte e responsabilità

Peter, Susan, Edmund e Lucy non sono solo ragazzini in missione: rappresentano le fasi della crescita. Lucy porta l’innocenza e la meraviglia, Edmund cade negli errori e impara la redenzione, Peter incarna la responsabilità e Susan… ah, Susan, simbolo della perdita di fede e del passaggio all’età adulta (non a caso non tornerà nell’Ultima Battaglia).

Narnia stessa: un luogo di prova

Il regno di Narnia è l’archetipo del “mondo-altro”, come Hogwarts o la Terra di Mezzo: un luogo dove le regole sono diverse, ma le lezioni che impari valgono anche nel mondo reale. È il posto in cui devi affrontare le tue paure, superare le tue debolezze e diventare la versione migliore di te stesso.