Minecraft: il romanzo ufficiale del gioco del momento

Minecraft, il gioco più popolare degli ultimi anni, ora in un romanzo di avventura e coraggio.

Minecraft è uno dei video games più popolari di tutti i tempi, disponibile per computer, tablet, cellulari e console è venduto ovunque nel mondo. La caratteristica che lo differenzia dalla maggior parte degli altri giochi è che l’esperienza di ogni giocatore è differente nel mondo di Minecraft: infatti ognuno può costruire e distruggerere blocchi per vivere le sue avventure. Basta solo un pò di fantasia e potete costruire divertenti castelli, equipaggiarsi con armi e carrozze e partire per gloriose avventure.

 

“Non mi aspetto che tu creda al mondo che sto per descriverti, ma se stai leggendo queste parole

vuole dire che ormai se qui.”

Per tutti gli appassionati del genere o per chi ama i fantasy, è in libreria il romanzo ufficiale di Minecraft – L’isola. Nella tradizione di classici come Robinson Crusoe e L’isola del tesoro, l’eroe di questa avventura si ritrova naufrago e solo su un’isola del mondo di Minecraft. Dovrà cercare non solo di sopravvivere all’inospitalità della natura, ama anche di scoprire il segreto dell’isola stessa.Un mondo stupefacente e pieno di insidie dove la priorità è trovare del cibo. La seconda è non diventare il cibo per le altre creature che si aggirano nell’isola, come lo zombie che si fa vivo appena cala la notte, i creeper esplosivi e gli scheletri armati. Senza alcun aiutoa parte gli strumenti improvvisati e i saggi consigli di un amico improbabile: una mucca. In questo mondo non sempre le regole hanno un senso, mail coraggio e la fantasia la fanno da padroni. Ci sono foreste da esplorare, tunnel sotterranei da saccheggiare, e masse di non morti da socnfiggere. Solo allora il segreto dell’isola potrà essere rivelato. Una storia si scoperta, coraggio e conquista che vi catturerà fino all’ultima pagina.

Il Natale con Mondadori Ragazzi è…libroso!

«Una delle cose migliori di Babbo Natale è che riesce sempre a indovinare cosa che desideriamo!»  (Da “Il Natale di Paddington”)

Il Natale è un’ottima occasione per regalare ai bimbi e ai ragazzi un libro. Da leggere insieme o semplicemente da sfogliare e guardare le bellissime illustrazioni. Qui trovate i consigli di Mondadori Ragazzi: titoli per diversi gusti, età, passioni, interessi. Tanti titoli per trovare l’idea giusta e il regalo adatto.

State già sfogliando il catalago?

Se volete qualche idea in più seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook @mondadorilibriperragazzi: anche quest’anno Mondadori Ragazzi ha trovato il modo per accompagnarvi nell’attesa del giorno più bello dell’anno e per fare a voi, piccoli e grandi lettori, degli auguri molto “librosi”! Dal 25 novembre al 24 dicembre ciascun membro del nostro team vi consiglierà il libro che ha amato di più tra quelli presenti in catalogo: un’iniziativa che abbiamo chiamato #QuestoNataleVorreiRegalare…”.

Tutti pronti con carta e penna per scrivere insieme la lettera a Babbo Natale? Paddington è già pronto a partire…

 

 

 

Bookcity Milano 2017: gli appuntamenti Mondadori Ragazzi

Torna Bookcity, la “tre giorni” milanese dove si incontrano tutti i protagonisti del mondo dell’editoria. Appuntamento imperdibile per i lettori.

Dal 17 al 19 Novembre torna a Milano Bookcity, manifestazione di tre giorni (più uno dedicato alle scuole – il 16 novembre), durante i quali vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari, interviste.

Come ogni partecipa anche Mondadori Ragazzi, organizzando condivisione tra scrittori e i piccoli, grandi lettori. Ecco il programma:

18 novembre

Scusi, cos’è il West?

Elena Kedros, Ore 11:00 – Biblioteca Venezia

Cos’è il West? Coraggio e avventura? Sì, ma non solo. Sceriffi, pistoleri e cacciatori di taglie? Anche, ma non basta. Mandrie, colt, stivali e cappellacci? Certo, ma non ci siamo ancora. Allora bufali, mandrie e lazi? Di sicuro, ma è anche passione, conquista e soprattutto l’ultima leggenda. Per provare a capirlo bisogna viverlo, oppure scriverlo. Elena Kedros ci porta nelle distese infinite del selvaggio West, con un laboratorio creativo per una giornata all’insegna di gringos e appassionanti duelli.

Piccole monellerie per fantastiche avventure!

Valentina Camerini, Ore 11:00 – Biblioteca Affori

Alzi la mano chi non si è mai ritrovato a dire “Non sono stato io!” quando è stato scoperto a fare una monelleria bella e buona! E chi non ha mai cercato di inventare qualche piccola bugia per spiegare un pasticcio appena combinato? È quello che fa il piccolo Tommaso, solo che le sue bugie sono così grandi da trasformarsi in favolose avventure! Valentina Camerini invita i bambini a raccontare, scrivere e disegnare le loro piccole e grandi storie nate tutte da “Non sono stato io!”.

Un pomeriggio in compagnia del Bardo

Roberto Piumini,  Ore 17:00 – Teatro LabArca, Via Marco d’Oggiono 1

Il grande poeta ed esperto di drammaturgia Roberto Piumini ci parla dell’ultimo libro, nel quale riscrive in rima tre famosi drammi di Shakespeare a misura di bambino, arricchite dalle splendide illustrazioni di Giulia Tomai. E proprio perché sappiamo che non si è mai troppo piccoli per entrare nel mondo del teatro, a seguire gli allievi del Laboratorio “Teatripiccoli” del Teatro LabArca di Anna Bonel ci mostreranno come la grande magia di Shakespeare possa prendere vita in modo divertente, originale e certamente mai banale!

Ingresso presentazione gratuito; Ingresso spettacolo su prenotazione e a pagamento. Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.lab-arca.it/

19 novembre

Magie e colori di Sicilia

Giulia Orecchia,  Ore 11:00 – l’ExColorificio, Via Montevideo 6

Lettura animata in compagnia della famosa illustratrice Giulia Orecchia, che ci racconterà attraverso le sue coloratissime e preziose illustrazioni i mondi del Maestro Andrea Camilleri da bambino: da Magarìa Topiopì, due splendide favole ci riporteranno alla Sicilia di una volta, quella fatta di antichi detti, tradizioni e mestieri ma anche di tanta dolcezza nella loro semplicità.

I racconti di un nonno partigiano, il coraggio di una nipote

 Gabriele Clima,  ore 17:00 – MuBa

Sono davvero così antichi e superati i racconti dei partigiani? Quando Giulia si ritrova a dover affrontare un prepotente, troverà il coraggio nei racconti e nelle esperienze di vita del nonno. Gabriele Clima ci parla di come il passato insegni ad affrontare il presente e il futuro, anche se a volte sembra troppo lontano o troppo diverso.

Morosinotto torna con un’avventura in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale

Davide Morosinotto ,dopo il successo de Il rinomato catalogo Walker & Dawn, torna in libreria con un’altra sorprendente avventura.

Davide Morosinotto firma La sfolgorante luce di due stelle rosse, un’epopea avventurosa attraverso l’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale.

Viktor e Nadia hanno tredici anni, non si sono mai separati. Quando scoppia la guerra e Leningrado viene evacuata per sfuggire all’assedio dell’esercito nazista, le loro strade si dividono. Viktor finirà in Siberia, lontanissimo dalla sorella, e il suo viaggio per tornare da lei avrà il sapore metallico del sangue e delle armi e quello puro della neve e dell’avventura. Il romanzo si compone dei diari scritti dai due ragazzi ed esaminati da un colonnello dei servizi segreti sovietici chiamato a giudicare se le azioni dei due ragazzi siano meritevoli di encomio o di punizione. Una storia epica sulla spirito di resistenza, le atrocità della guerra e le assurdità del totalitarismo.

Abbiamo raggiunto lo scrittore per scoprire qualche curiosità in più sul suo nuovo romanzo.

 

Com’è nata l’idea per questo nuovo romanzo?

Questo libro è nato… da un altro libro. Per la precisione da un tomo di duemila pagine che parlava dell’assedio di Leningrado, una città della Russia (oggi si chiama San Pietroburgo) che durante la seconda guerra mondiale venne circondata dai nazisti per quasi novecento giorni. Un capitolo del libro era dedicato ai “treni dei bambini”: convogli di emergenza allestiti in tutta fretta, per evacuare dalla città i minori prima dell’arrivo del nemico. Nella concitazione del momento, i treni (e i ragazzi) vennero fatti partire senza le dovute cautele, e purtroppo molti di questi viaggi finirono in tragedia. In particolare mi colpì la storia di un treno che venne attaccato e distrutto dal nemico poco lontano dalla città, causando la morte di tutti i bambini a bordo. Era una notizia così sconvolgente che mi sono detto: “e se qualcuno di quei ragazzi fosse riuscito a sopravvivere?”

Lei ha definito il XX secolo come “un’epoca di follia”: ci può spiegare meglio?

Confesso che da ragazzo non amavo particolarmente la Storia. Che invece è diventata una delle mie passioni di adulto. Negli anni mi sono reso conto di sapere pochissimo dell’Unione Sovietica, e ancor più dell’Unione Sovietica durante la guerra. Quello che ho scoperto mi ha lasciato senza parole. L’esercito nazista (e quello fascista italiano, non dimentichiamo che anche noi siamo andati a combattere lì) attaccò a sorpresa una nazione gigantesca ma in pratica sprovvista di una forza armata… perché Stalin, il dittatore sovietico, aveva condannato a morte tutti i generali e i comandanti più capaci, nel timore che potessero opporsi al suo potere. Hitler in Russia adottò una politica di guerra delle più spietate, senza nessun rispetto per il valore della vita umana. E Stalin, per fermarlo, fece esattamente lo stesso: mandando in battaglia centinaia di migliaia di cittadini disarmati, con l’ordine di fermare i carri armati a mani nude. Devo continuare con le follie?

Qual è il suo legame con la Russia?

Mio nonno era un ufficiale degli alpini e partecipò alla campagna di Russia. Un’operazione militare disastrosa che terminò in una disfatta epocale. Mio nonno fu tra i pochissimi (davvero pochissimi) sopravvissuti, anche se dovette superare ben due campi di prigionia. Quell’esperienza lo trasformò, e io sono cresciuto ascoltando i suoi racconti di guerra, le persone e le cose che aveva visto. Ricordo ancora i suoi consigli: “porta sempre con te un paio di calzini di riserva”, mi diceva. “Io sono sopravvissuto perché sono riuscito a tenere i piedi asciutti.”. Io sono spesso in viaggio e mi capita di dimenticare molte cose… ma i calzini, quelli mai.

Storia e formazione si intrecciano nei suoi romanzi: quale sarà il percorso dei gemelli Viktor e Nadia?

Viktor e Nadya sono due gemelli che, come tutti gli altri ragazzi di Leningrado, vengono allontanati dalla città su uno di questi treni di bambini. Se non che, per un errore, i gemelli finiscono su convogli diversi: il treno 76 per Nadya, e il treno 77 per Viktor. Un giorno il ragazzo, che è arrivato in una fattoria collettiva a molte migliaia di chilometri da casa, legge su un giornale la notizia che il treno dove viaggiava sua sorella è stato distrutto, e non ci sono sopravvissuti. Solo che lui non ci crede. Perché beh, Viktor è convinto di avere poteri telepatici, e che quindi se sua sorella fosse morta lui l’avrebbe “sentito”.  Decide così di scappare dalla fattoria e attraversare in qualche modo tutta l’Unione Sovietica per andare a cercare sua sorella. D’altro canto, Nadya è davvero sopravvissuta, e si ritrova circondata dal nemico. Vorrebbe scappare… ma anche lei legge sul giornale la notizia del treno 76. E capisce: “quello scemo di mio fratello verrà a cercarmi. Perché, anche se non è vero, lui pensa di avere dei poteri paranormali, quindi non crederà mai che sono morta”. Perciò la ragazza decide di restare dove si trova, e difendere la posizione finché suo fratello verrà. Ecco, la storia del mio libro è questa. Due gemelli che fanno una cosa eroica che è identica eppure opposta, perché uno parte, e una resta.

Nel libro si alternano immagini, diari, appunti, documenti: come mai questa alternanza di stili?

Sapevo, fin da subito, che questa storia sarebbe stata raccontata da Viktor e Nadya in prima persona. Quando ho cominciato a scrivere, però, mi sono reso conto che quello che saltava fuori era un vero e proprio diario (confesso che mi sono anche preoccupato, perché non avevo mai scritto un diario in vita mia, neanche quando ero ragazzo, quindi non sapevo se sarei stato capace di farne uno). A quel punto, ho sentito il bisogno di differenziare in modo chiaro, anche visibile, le parti scritte da uno e quelle scritta dall’altra ragazza, e per fortuna Viktor mi ha aiutato dato che, essendo un buon comunista, voleva scrivere solo in rosso. Perciò il mio manoscritto ha cominciato a essere in due colori. A quel punto riempirlo di mappe, disegni e annotazioni, è stato abbastanza naturale e facile… facile per me intendo: in Mondadori invece è stato fatto un lavoro davvero straordinario per cercare le immagini giuste e confezionare il libro come potete vederlo oggi. Per questo non finirò mai di ringraziare tutta la squadra, che ha investito nel progetto così tanto entusiasmo ed energie. Per la prima volta da quando faccio questo mestiere, quando abbiamo finito invece di essere contento mi sono sentito molto triste, perché significava non poterci lavorare più. Speriamo che adesso tutta la fatica fatta sia valsa la pena!

Paddington 2: torna l’orsetto tenero e pasticcione!

Torna  in libreria e sul grande schermo Paddington, l’orsetto più tenero e pasticcione del mondo.

 

 

Porta il nome di una stazione, ha una valigia ammaccata, indossa un vecchio cappello e fra le mani ha spesso pane e marmellata. Stiamo parlando di Paddington, l’orso più simpatico al mondo nato da un’idea Michael Bond. I libri dedicati all’orso Paddington sono stati tradotti in più di trenta lingue con più di settanta titoli diversi e hanno venduto più di trenta milioni di copie. Da questo successo mondiale è nata anche la trasposizione cinematografica.

La nascita di Paddington risale da un Natale del 1956, a Londra nei pressi della stazione di Paddington. Bond era in giro per negozi a cercare un regalo per la moglie quando vede fra gli scaffali un orsetto di pezza. Subito gli è venuta l’idea per la sua prima storia “A bear called Paddington” realizzata in soli dieci giorni. Ma quali sono le origini del famoso orsetto? Paddington è originario del Misterioso Perù e vive con la zia Lucy da quando è rimasto orfano a causa di un terremoto. Gli insegna l’inglese e quando la zia si reca alla casa di cura per orsi anziani a Lima lo manda in Inghilterra. L’orsetto arriva alla stazione di Paddington con pochissime cose: il suo inseparabile cappello, la vecchia valigia e un cartello al collo che dice “Per piacere prendetevi cura di questo orso. Grazie”. La famiglia Brown lo vede e decide di adottarlo portandolo a casa. Iniziano così le avventure di Paddington, chiamato, per l’appunto, come il luogo dove è stato trovato.

Volete scoprire il mondo di Paddington? Per i bambini più piccoli, che hanno bisogno anche di colori e figure per seguire la storia, trovate i seguenti titoli nel catalogo Mondadori Ragazzi: Paddington, In viaggio con Paddington, Paddington giardiniere, Il Natale di Paddington. Nella collana Oscar Junior per i più grandicelli invece trovate L’orso Paddington, Una famiglia per Paddington, Paddington il pasticcione, Il viaggio di Paddington.

Ma le proposte non finiscono qui. Infatti il 9 novembre uscirà nelle sale italiane (distribuito da Eagle) il secondo film dedicato alle avventure dell’orsetto e Mondadori Ragazzi pubblicherà il romanzo del film Paddington 2 e la storia con le immagini. Entrambi i volumi saranno in libreria il 7 novembre.

Intervista a Paddington: la vita di un orsetto a Londra

In occasione dell’uscita dei nuovi libri e del film “Paddington” in dvd e blu ray, l’orso Paddington ha vinto la sua timidezza e ci ha concesso un’intervista.

Qual è il tuo posto preferito di Londra?
Questa è una domanda complicata a cui rispondere perché Londra ha così tanti posti interessanti da vedere. Penso che il mio posto preferito sia il London Eye, specialmente quando comincia a fare buio e tutte le luci si accendono. È magico e mi fa sentire fortunato di vivere in una città così speciale.

Che cos’hai nella tua valigia?
Non vado mai da nessuna parte senza una scorta di marmellata quindi ce n’è sempre un barattolo. Porto anche una foto di mia Zia Lucy e dei documenti importanti. C’è anche una tasca segreta dentro la valigetta, ma ovviamente se ti dicessi cosa c’è dentro non sarebbe più un segreto!

Perché è così importante per i bambini (e per gli orsi) avere buone maniere?
Io ritengo che sia importante per tutti avere buone maniere, non solo per bambini e orsi. Il mio amico Signor Gruber crede che il mondo potrebbe essere un posto migliore se tutti fossero sempre gentili tra loro, e la Signora Bird spesso dice che “le buone maniere sono gratuite”. Infatti uno dei motivi per cui mi piace indossare un cappello è che così ho qualcosa da sollevare quando incontro qualcuno.

Qual è la cosa più importante che i signori Brown ti hanno insegnato?
Quando ero appena arrivato a Londra mi sentivo solo e molto lontano dalla mia casa nel Misterioso Perù. Poi ho incontrato i Brown che sono stati così gentili da prendermi e da rendermi parte della loro famiglia. Così ho imparato che la cosa più bella di tutte è avere amici e famigliari che si preoccupano di te.

Mortina: scopriamo insieme la bambina zombie

Mortina, la bambina zombie che vuole avere degli amici, raccontata dall’autrice Barbara Cantini.

 

Questo libro esiste perché Mortina non è tipo da arrendersi. Che lei sia una bambina molto determinata lo si può capire anche dalla storia del libro, osservando l’impegno che mette nel riuscire a farsi degli amici, a dispetto dei rischi e dei divieti.
E (fortunatamente!) è stata assai determinata anche con me, poiché se la realizzazione risale solo all’anno scorso, il seme di questo libro è stato piantato molto tempo fa, molto più di quello che ricordavo. Ero convinta che il suo personaggio avesse iniziato a prendere forma solo 5 anni fa, quando avevo buttato giù un disegno di Mortina per il mio blog, dove lei appariva già in compagnia del suo fedele levriero Mesto. In quel disegno però Mortina aveva un aspetto un po’ diverso, appariva più grande d’età, era secca e lunga come uno stoccafisso, portava i
capelli raccolti in due piccoli codini su una gran testona e aveva un’aria spaurita e vaga.

Con mia grande sorpresa invece, ho ritrovato un primo abbozzo di Mortina addirittura in un vecchissimo blocco da disegno che usavo durante la scuola di animazione e che avevo totalmente dimenticato. Erano circa 11 anni fa.
Fortunatamente quel tenace semino rimasto sepolto per diversi anni nella mente, ha deciso di germogliare e crescere fino a concretizzarsi in un personaggio definito, che vive e si muove nel suo ambiente e nella
sua storia. La messa a fuoco dei vari personaggi e la scelta dei loro nomi è dettata dal mio amore per i giochi di parole buffi e per le citazioni, nonché dal mio vissuto. Non è difficile per me vedere mia nonna brontolona nella zia
Dipartita, o il mio vecchio prozio centenario nel prozio Funesto. E chissà, molto probabilmente c’è qualcosa di me in Mortina! Certo è che mostri, zombie e vampiri fin da piccola mi hanno sempre attratto e anche in un certo senso…divertito, sia nei giochi che nei travestimenti.

Crescere e scoprire prima Tim Burton e poi Edward Gorey è stato fonte di piacere e ispirazione per il mio immaginario, assieme a molti altri autori, libri, film e fumetti. Sono felice che Mortina abbia saputo tenacemente aspettare che fossi pronta a vederla chiaramente, a definirla, con la sua faccia, il suo vestito, la sua casa, la sua stanza da letto. E che abbia saputo aspettare che fossi pronta ad ascoltarla e a raccontare la sua piccola storia.

Questo libro nasce principalmente dalla “visione” del personaggio, non da altri intenti, solo dall’insistenza che ha avuto Mortina nel bussare al vetro della mia finestra. Ovviamente in una notte buia e tempestosa.

Albert Sabin ne “Il cacciatore di sogni”

La straordinaria storia di Albert Sabin, il medico che ha salvato migliaia di bambini dalla poliomielite.

 

La storia di Albert Sabin viene raccontata nel nuovo romanzo per ragazzi firmato da Sara Rattaro, Il cacciatore di sogni, in libreria dal 17 ottobre. Una storia vera e toccante, raccontata con lo stile semplice e godibile tipico di una grande avventura. Abbiamo chiesto alla scrittrice Sara Rattaro di presentarci il suo nuovo romanzo che ha per protagonista Albert Sabin, il medico che ha salvato migliaia di bambini dalla poliomielite.

“L’infanzia è un cumulo continuo di ricordi a cui aggrapparsi quando si diventa grandi. Cose raccontate, a volte leggende, piccole certezze che si solidificheranno o sgretoleranno insieme agli anni e a una saggezza che prenderà sempre più forma. Così, un giorno, comprenderai che quello che sei diventato non era poi così imprevedibile. Sono passati anni da quel giorno e da quel racconto che è rimasto tra le mie cose preziose da ricordare, come un raggio di luce. Lui era uno scienziato e quello che aveva fatto mi lasciò senza parole. Si chiamava Albert Sabin e diventò il mio eroe. Aveva salvato il mondo con la stessa facilità con cui altri avevano tentato di distruggerlo ed è proprio questo che mi conquistò: quella normale grandezza che colpisce le persone e le rende un esempio da seguire. Sono crescita con questa storia tra le mani. La raccontavo a chiunque incontrassi e in qualunque occasione ma ogni volta ne assaporavo i brividi della prima volta. Ho amato la scienza grazie a lui e poi è arrivata la scrittura, grazie alla quale mi ritrovo qui a donare questa storia ad altri ragazzi con la speranza che questo raggio di luce illumini anche le loro scelte.Albert Sabin è stato un grande scienziato, un uomo che si è mantenuto coerente e integro, che ha saputo usare la scienza al servizio di tutti.

Albert Sabin, il mio mito umano”

I libri di Richard Scarry, storie amate da generazioni di bambini

Huck Scarry, figlio di Richard Scarry, risponde alle nostre domande dallo studio dove lavorava il padre.

 

Richard Scarry con i suoi libri e le sue illustrazioni è uno degli autori più amati da generazioni di bambini. Abbiamo intervistato Huck Scarry, suo figlio, cercando di approfondire il suo ruolo come disegnatore  e i suoi gusti rispetto ai lavori del padre.

 

Anche lei aiutava suo padre a disegnare?

Questa è una domanda interessante, è straordinario che molti dei suoi libri di quaranta – cinquanta anni fa non siano mai andati fuori catalogo e sono talmente attuali da essere considerati come appena pubblicati. E sono amati dai bambini di oggi nello stesso modo in cui sono stati apprezzati dai loro genitori e nonni quando erano piccoli. Probabilmente questo successo è frutto di un insieme di fattori: il tipo di segno grafico di mio padre che divenne il suo tratto distintivo e lo sfondo bianco per far risaltare i personaggi. I colori sono sempre ben bilanciati, tutto è armonioso e divertente, mai artificioso o confusionario. I suoi libri sono divertenti come lui: c’è sempre qualcosa che strappa un sorriso! I suoi personaggi sono affascinanti, sono lo specchio delle persone, che mio padre adorava al punto da riconoscere sempre il lato migliore della gente. I suoi personaggi sono noti per la gentilezza e “Felicittà” è un luogo felice, appunto, dove le persone si rispettano e si rendono utili. L’utilizzo di animali come personaggi ha sempre caratterizzato i suoi libri avvicinandoli al lettore. In ogni parte del mondo i bambini e i genitori adorano gli animali e si relazionano con loro nello stesso modo. Ciascuno di noi si sente “a casa” con loro, e anche se il nostro vicino è un maiale, un leone o un topo non importa… è divertente!
 Qual è il libro a cui lei è più legato?

Adoro i libri di mio padre, ma se devo sceglierne uno in particolare opterei per “In giro per il mondo” perché contiene storie divertenti e scritte con maestria in sole due pagine. Inoltre mi piacciono le illustrazioni grandi, in particolare quelle di Roma e Venezia. In questo libro è condensato tutto il talento di mio padre.

 

Qui potete trovare altre curiosità su Richard Scarry.

 

Jerry Spinelli torna in libreria con una nuova indimenticabile protagonista

«Jerry Spinelli è un poeta per ragazzi. Non c’è scrittore che conduca i suoi personaggi, e i suoi lettori, attraverso le insidie e le sfide del futuro in modo più partecipe.» The New York Times

 

Corrono veloci, i personaggi di Jerry Spinelli. Sono così pulsanti e vitali, che a momenti potrebbero saltare fuori dalle pagine e scappare via. Jeffrey Magee, Misha, Stargirl sono fatti così: anti-
conformisti, ribelli, diversi. Misha corre sin dal titolo. Vive a Varsavia durante la Seconda guerra mondiale e sopravvive rubando cibo per sé e gli orfani. Lo hanno chiamato ebreo, zingaro, ladro, nanerottolo… Ed è proprio il suo essere “piccolo” e veloce a farlo sopravvivere in un mondo troppo grande e irrazionale. Jeffrey Magee corre in maniera prodigiosa ed è conosciuto, per questo, col nome di “Mitico”. Corre anche per fuggire da una famiglia che non lo vuole, Jeffrey, corre per 300 km alla ricerca di una casa, vera e solida questa volta. Ma anche la nuova città è fragile, divisa dall’odio razziale e dai pregiudizi…
Stargirl sembra non fermarsi mai in un mondo immobile: tutti si comportano e si vestono nello stesso modo, mentre lei si veste in modo eccentrico, non si separa mai dal suo topolino, va in giro
con un ukulele a tracolla e si commuove a tutti i funerali, anche degli sconosciuti. Ed è così anche la nuova arrivata: La figlia del guardiano. Cammie vive in una prigione, ma non è una detenuta: suo padre è il direttore del carcere femminile, e così lei passa il suo tempo con Boo Boo, Tessa, Eloda… condannate chi per furto, chi per crimini inconfessabili. Tra loro Cammie cerca una mamma, quella che ha perso tredici anni fa. Questa volta il “Tornado” – così la chiamano – ha deciso di fermarsi, pronta a costruire quel legame a qualsiasi costo.

Ecco i titoli di Jerry Spinelli pubblicati da Mondadori Ragazzi:

Micha corre

Una casa per Jeffrey Magee

Stargirl

La figlia del guardiano

Per sempre Stargirl

Crash

Quarta elementare

La schiappa

Gli indivisibili

Fuori dal guscio

La tessera della biblioteca

Guerre in famiglia

Tiro al piccione

A rapporto dal Preside