“La banda dei cinque”: il ritorno di un grande classico

Da una serie tv di successo degli anni Ottanta, “La Banda dei cinque” è il primo di cinque romanzi di avventura e puro intrattenimento

C’era qualcosa in mare, vicino agli scogli fra le onde, qualcosa di scuro, grosso, che sembrava emergere dall’acqua per poi tuffarsi di nuovo. Cosa poteva essere? «Caspita!» gridò George.

«È una barca! Sta naufragando?» Mentre lo diceva, si udì un fragore tremendo di legno spezzato e la sagoma scura si incagliò sulla dentatura aguzza della scogliera.

Julian, Dick e Anne sono inseparabili. Anche quest’anno i tre fratelli trascorrono le vacanze estive insieme nel cottage sul mare della cugina Georgina, una ragazza indipendente che porta i capelli corti e si fa chiamare George. Un giorno, mentre sono fuori in barca ad esplorare la baia insieme al cane Tim, i quattro ragazzi vengono sorpreso da una tempesta e rimangono bloccati su Kirrin Island, una piccola isola rocciosa di proprietà della famiglia. Qui comincia la loro prima grande avventura: i ragazzi scoprono che la tempesta ha riportato a galla un antico relitto che trasportava un tesoro, ma presto si renderanno conto di non essere i soli a  cercarlo.

Riuscirà la banda dei cinque a trovare il tesoro e salvare l’isola?

La Banda dei cinque – L’isola del Tesoro è il primo volume di una nuova serie per ragazzi firmata da una delle autrici più apprezzate al mondo, Enid Blyton, composta da cinque titoli e con le copertine illustrate da da grandissime penne famose come Quentin Blake, Helen Oxenbury, Oliver Jeffers, Chris Riddell ed Emma Chrichester – Clark. 

Per i cugini Julian, Dick, Anne , Gerogina e il cane Tim è sempre il momento di una nuova avventura: pronti a partire con loro?

I libri di Richard Scarry, storie amate da generazioni di bambini

Huck Scarry, figlio di Richard Scarry, risponde alle nostre domande dallo studio dove lavorava il padre.

 

Richard Scarry con i suoi libri e le sue illustrazioni è uno degli autori più amati da generazioni di bambini. Abbiamo intervistato Huck Scarry, suo figlio, cercando di approfondire il suo ruolo come disegnatore  e i suoi gusti rispetto ai lavori del padre.

 

Anche lei aiutava suo padre a disegnare?

Questa è una domanda interessante, è straordinario che molti dei suoi libri di quaranta – cinquanta anni fa non siano mai andati fuori catalogo e sono talmente attuali da essere considerati come appena pubblicati. E sono amati dai bambini di oggi nello stesso modo in cui sono stati apprezzati dai loro genitori e nonni quando erano piccoli. Probabilmente questo successo è frutto di un insieme di fattori: il tipo di segno grafico di mio padre che divenne il suo tratto distintivo e lo sfondo bianco per far risaltare i personaggi. I colori sono sempre ben bilanciati, tutto è armonioso e divertente, mai artificioso o confusionario. I suoi libri sono divertenti come lui: c’è sempre qualcosa che strappa un sorriso! I suoi personaggi sono affascinanti, sono lo specchio delle persone, che mio padre adorava al punto da riconoscere sempre il lato migliore della gente. I suoi personaggi sono noti per la gentilezza e “Felicittà” è un luogo felice, appunto, dove le persone si rispettano e si rendono utili. L’utilizzo di animali come personaggi ha sempre caratterizzato i suoi libri avvicinandoli al lettore. In ogni parte del mondo i bambini e i genitori adorano gli animali e si relazionano con loro nello stesso modo. Ciascuno di noi si sente “a casa” con loro, e anche se il nostro vicino è un maiale, un leone o un topo non importa… è divertente!
 Qual è il libro a cui lei è più legato?

Adoro i libri di mio padre, ma se devo sceglierne uno in particolare opterei per “In giro per il mondo” perché contiene storie divertenti e scritte con maestria in sole due pagine. Inoltre mi piacciono le illustrazioni grandi, in particolare quelle di Roma e Venezia. In questo libro è condensato tutto il talento di mio padre.

 

Qui potete trovare altre curiosità su Richard Scarry.

 

Jerry Spinelli torna in libreria con una nuova indimenticabile protagonista

«Jerry Spinelli è un poeta per ragazzi. Non c’è scrittore che conduca i suoi personaggi, e i suoi lettori, attraverso le insidie e le sfide del futuro in modo più partecipe.» The New York Times

 

Corrono veloci, i personaggi di Jerry Spinelli. Sono così pulsanti e vitali, che a momenti potrebbero saltare fuori dalle pagine e scappare via. Jeffrey Magee, Misha, Stargirl sono fatti così: anti-
conformisti, ribelli, diversi. Misha corre sin dal titolo. Vive a Varsavia durante la Seconda guerra mondiale e sopravvive rubando cibo per sé e gli orfani. Lo hanno chiamato ebreo, zingaro, ladro, nanerottolo… Ed è proprio il suo essere “piccolo” e veloce a farlo sopravvivere in un mondo troppo grande e irrazionale. Jeffrey Magee corre in maniera prodigiosa ed è conosciuto, per questo, col nome di “Mitico”. Corre anche per fuggire da una famiglia che non lo vuole, Jeffrey, corre per 300 km alla ricerca di una casa, vera e solida questa volta. Ma anche la nuova città è fragile, divisa dall’odio razziale e dai pregiudizi…
Stargirl sembra non fermarsi mai in un mondo immobile: tutti si comportano e si vestono nello stesso modo, mentre lei si veste in modo eccentrico, non si separa mai dal suo topolino, va in giro
con un ukulele a tracolla e si commuove a tutti i funerali, anche degli sconosciuti. Ed è così anche la nuova arrivata: La figlia del guardiano. Cammie vive in una prigione, ma non è una detenuta: suo padre è il direttore del carcere femminile, e così lei passa il suo tempo con Boo Boo, Tessa, Eloda… condannate chi per furto, chi per crimini inconfessabili. Tra loro Cammie cerca una mamma, quella che ha perso tredici anni fa. Questa volta il “Tornado” – così la chiamano – ha deciso di fermarsi, pronta a costruire quel legame a qualsiasi costo.

Ecco i titoli di Jerry Spinelli pubblicati da Mondadori Ragazzi:

Micha corre

Una casa per Jeffrey Magee

Stargirl

La figlia del guardiano

Per sempre Stargirl

Crash

Quarta elementare

La schiappa

Gli indivisibili

Fuori dal guscio

La tessera della biblioteca

Guerre in famiglia

Tiro al piccione

A rapporto dal Preside

 

 

 

Richard Scarry: i suoi libri non hanno età!

Scopriamo qualcosa in più su Richard Scarry grazie ai ricordi e parole di suo figlio, Huck Scarry.

 

Richard Scarry è nato nel 1919 a Boston, ottiene la notorietà nel 1949 con alcune pubblicazioni nella collana di libri “Little Golden Books”, diventando uno dei più famosi autori per bambini. Nel 1972 acquista uno chalet a Gstaad, in Svizzera, dove si rifugia per realizzare gran parte dei suoi progetti.

I suoi libri sono amati da generazioni di bambini e risultano ancora attualissimi. Come mai questo successo? Abbiamo raggiunto il figlio di Richard Scarry, Huck, per fargli qualche domanda.

 

Come sono nati Sandrino e gli altri personaggi più famosi inventati da suo padre?

Mio padre iniziò ad illustrare i primissimi libri spesso con personaggi umani, poi scoprì immediatamente il fascino di utilizzare gli animali come protagonisti delle sue storie. Non li trattava da animali veri e propri ma come persone, infatti faceva indossare loro vestiti, guidare le macchine e praticare un mestiere. Nel “Primo Dizionario”, del 1966, creò un nutrito gruppo di personaggi per illustrare tutte le parole che doveva spiegare. Tra questi c’era una famiglia di orsi, “La famiglia Tirolese”: il piccolo orso, Hans, sembra indossare gli stessi “lederhosen” (pantaloni con bretelle tipici della Baviera e dell’Austria) e maglietta gialla di Sandrino. Il piccolo orso nell’edizione americana si chiama “Huckle” (come me).  Qualche tempo dopo, penso in “Tutti a scuola”, mio padre decise di cambiare il piccolo orso con un giovane gatto che divenne “Huckle” e “Sandrino” in Italia. Zigo-Zago lo incontriamo per la prima volta in “Il libro dei mestieri”: inizialmente non aveva un nome ed era un personaggio curioso che i bambini potevano cercare e trovare nelle doppie pagine. Mio padre lo trovò divertente e si evolse rapidamente nell’amico di Huckle, diventando probabilmente uno dei suoi personaggi più amati.

Perché i libri di Richard Scarry continuano a essere attuali e universali a tanti decenni dalla loro creazione?

Come la maggior parte di noi, mio padre aveva diversi tratti dei suoi personaggi. Zigo – Zago è fortunato, ha un’inesauribile energia, curiosità, ottimismo, tratti comuni a mio padre. Allo stesso tempo, però, mio padre era incline a combinare guai – grazie al cielo piccole cose su cui potevamo sempre ridere su – un po’ come Ciccio Pasticcio. Certo è che il vento gli portò via il cappello più di una volta!

Cosa faceva suo padre per rilassarsi quando non disegnava?

Mio padre leggeva tutte le sere, amava i libri. La sua casa era ed è ancora piena di volumi. Amava tutto ciò che parlava di storia, geografia, arte e architettura. Quando vivevamo sul mare, in America, ci portava in barca. Quando andammo in Svizzera ci portò a sciare e a fare escursioni. Lui e mia madre amavano viaggiare ed erano sempre in giro con le loro valigie morbide (non c’erano i trolley a quell’epoca) in modo da non portare dei pesi utili e viaggiare “leggeri”. Andavamo regolarmente in Kenya e Marocco, a Nantucket e in Costa Azzurra, a Venezia e Londra. Mio padre non era solo un grande artista, era un grande artista del vivere.

 

 

A scuola ci divertiamo!

La scuola è noiosa? Macchè! Grandi autori hanno firmato romanzi divertenti sulla scuola. Proponiamo di seguito alcuni titoli ambientati a scuola ma che possono divertire i ragazzi. Conoscete i Terribili Due? Miles si è appena trasferito a Borgo Sbadiglio portando con sé il titolo di Re degli Scherzi, a c’è un altro genio nella scuola che compie grandi imprese: chi sarà mai? Ha provocato il crollo psichico di tre quarti del corpo insegnante, è la disperazione delle bidelle, è l’incubo delle supplenti: è la 3aD, le sue disavventure sono narrate da Bianca Chiabrando in Il caso 3aD. Donald Zinkoff è un ragazzino come tanti però in classe alza la mano di continuo anche se non sa la risposta, inciampa nei propri piedi, ride a crepapelle per una sciocchezza, prende tutto alla lettera: le sue vicende sono in La schiappa di Jerry Spinelli.