Senza canale

Dal diario di viaggio di Davide Morosinotto…

È tornato in libreria con Il fiore perduto dello sciamano di K, e oggi Davide Morosinotto ci regala una pagina del diario di viaggio che ha tenuto durante il suo viaggio in Amazzonia.

Diario di viaggio – 27 aprile, Iquitos

Io e Laura ci svegliamo alle 6.30 dopo una notte dormita male, tra zanzare, caldo e gente in festa che ha cantato ininterrottamente sotto le nostre finestre dalle dieci fino a mattino. Facciamo colazione con un succo di maracuja poi ci cambiamo secondo le istruzioni che ci ha dato Lizardo ieri (vestiti tecnici, scarpe comode, acqua e anti-zanzare) e lo raggiungiamo al garage dove tiene le mountainbike. Ci obbliga anche a indossare dei caschetti, e mi sembra strano dato che qua tutti vanno in moto senza, ma tant’è. Il primo tratto in bici è cittadino, da Iquitos fino al porto di Bellavista Nanay. Una volta lì scopriamo che c’è un mercato, perciò dobbiamo scendere dalle bici e farci largo tra i venditori, che stendono le loro merci su teli per terra tra le baracche.

Vedo: frutta strana, molti pesci e gente che li sventra in mezzo alla strada, polli crudi squartati, vermi ancora vivi grossi come un pollice che saltano nelle ciotole (poi vengono presi e infilati in spiedini da fare alla brace). C’è una folla mai vista, tutti spingono, parlano, c’è musica, e l’odore mi disgusta, è acidulo, di appunto pollo crudo lasciato al caldo troppo tempo. Lizardo indica una pila di animali morti lasciati uno sull’altro sul cemento e spiega che quelli sono animali della selva, cacciati illegalmente nelle riserve e portati al mercato per essere venduti. Per queste persone sono un’importante fonte di proteine e vitamine, dato che la selva offre cacciagione, pesca, molta frutta, ma pochissime verdure. Ci avventuriamo tra passerelle di legno e imbarchiamo le bici su una canoa coperta, stretta e lunga, piena di popolo del fiume che ha finito i suoi affari in città e torna a casa.

Appena la barca si stacca dal pontile il disgusto per il mercato se ne va, arriva il vento e… il Rio delle Amazzoni. È così grande che non capisco il senso in cui scorre, sembra il mare. Le acque sono di colore diverso nel punto in cui un affluente < cercare il nome> si fonde con il rio principale. Sulla barca la gente guarda me e Laura con curiosità, sorride. Tocchiamo terra e adesso siamo nella Selva, credo di non avere mai visto tanti alberi. Non c’è un pontile, solo qualche baracca arrampicata sulla salita. Trasportiamo le bici a spalla fino in cima alla collina (pensavo fosse piatto… è tutto un saliscendi) poi ci mettiamo a pedalare. Attraversiamo il villaggio di Santa Clotilde, una decina di capanne di legno e lamiera sul pendio. Non c’è acqua corrente né elettricità, in compenso i colori sono accesi come se Dio avesse impostato il filtro fotografico dei tropici su super-vivido. Dopo Santa Clotilde siamo nella giungla, a me pare fittissima ma Lizardo spiega che in realtà quella è solo “foresta secondaria”, colonizzata e abitata. La “foresta primaria”, incontaminata, si trova a molti giorni di viaggio nell’interno.

Proseguiamo un paio d’ore fino ad arrivare alla casa di Fernando Fonseca, un poeta che si è ritirato a vivere nella Selva. Sotto una tettoia, una donna sfarina la yuca nell’acqua, mentre un uomo la cuoce sule braci per renderla farina croccante vera e propria. Ci sono due bambini, Valerio e Ailena. Fonseca è scalzo, in camicia, barba bianca e pelle arrostita dal sole. La casa dove ci accoglie è stata costruita da suo padre. Lui ha viaggiato in giro per il mondo, poi è tornato qui per allontanarsi dalla civiltà. Il suo unico svago sono i libri che legge e scrive, di notte, alla luce di una lampada a a cherosene. Non avendo la corrente, non ha neanche il telefono. Mangia quello che gli dà la foresta, prende l’acqua da una quebrada qui vicino. Laura gli chiede come si cura, lui risponde che anche per quello usa la foresta e le sue piante, e poi può chiedere aiuto a un suo amico: Mariano, uno sciamano, un brujo. Io sono sudato perso, lui mi parla di stelle e di amicizia. Il grande sogno di Fonseca è di costruire una biblioteca lì, nella foresta. Dice che le persone hanno bisogno di leggere, soprattutto i bambini, e la sera non c’è niente da fare. Ci porta a vedere il punto dove vuole costruirla, nel folto della giungla. È convinto che una volta finita ci verrà molta gente e che sia una cosa importante. Anche io, e prometto di aiutarlo. Fonseca ci invita a pranzo preparandoci uno strano bibitone di yuca, acqua, lime e zucchero. Io e Laura siamo un po’ preoccupati per l’acqua, ma Lizardo dice che dovrebbe essere bollita e poi non possiamo offendere. Beviamo.

Ci rimettiamo in bici e ci addentriamo nella foresta fino al “villaggio” successivo dove Lizardo saluta un vecchietto con un mazzo di chiavi al collo e le Converse (?). È Mariano, il brujo, lo stregone di cui ci parlava Fonseca. Accetta di parlare con noi e ci invita sotto il portico della sua capanna. C’è un’amaca che penzola e capisco che quella di Fonseca dev’essere una villa extra-lusso, da queste parti. Cominciamo con le domande a cui risponde volentieri <vedi registratore>. Racconta che una volta aveva un’anaconda come animale da compagnia, e che a volte poteva trasformarsi nel serpente e andare in giro col suo corpo per spaventare i vicini. Spero che parli in senso spirituale. Poi una pattuglia di militari un giorno ha trovato l’anaconda e l’ha uccisa per mangiarsela. Lui si è molto offeso, più che altro perché non gliene hanno dato neanche un pezzetto. Quando salutiamo Mariano siamo stanchissimi ma ci aspetta ancora parecchia strada.

Rimontiamo in bici e arriviamo a una lupuna, un albero immenso che ha più di 300 anni (cosa sempre più rara, spiega Lizardo, perché questi alberi sono molto ricercati per il legno). Proseguiamo ancora fino a uno splendido mirador, un’impalcatura di legno di tre piani che permette una vista mozzafiato sul rio delle Amazzoni. È gestito da una comunità indigena. Saliamo fino in cima, poi con Lizardo compriamo un cocco che una signora scoperchia con il machete e ci offre con una cannuccia per bere. Siamo distrutti e si è fatto molto tardi, e tutta la strada che abbiamo fatto ci aspetta per il ritorno, per fortuna Lizardo conosce una scorciatoia che permette di risparmiare qualche salita. Quando rimontiamo in barca io sono in condizioni disperate, coperto di fango, perciò durante il viaggio mi tolgo le scarpe e le sciacquo nel fiume. Mi sento quasi Indiana Jones. Adesso siamo in albergo stravolti. Forse tra un po’ aperitivo con Cayo Vasquez, lo scrittore che inseguo da mesi e che dovrebbe darmi molte informazioni utili per il libro.

Quando Helen verrà a prenderti: a gennaio in libreria!

Quando Helen verrà a prenderti è ormai un classico moderno della letteratura horror per ragazzi, e a ragione. Mary Downing Hahn, con la storia di Helen, della sua tomba misteriosa e del segreto che la lega alla giovane Heather, ha terrorizzato ed entusiasmato i lettori sin dalla prima pubblicazione. È con gioia e orgoglio che annunciamo oggi la pubblicazione del romanzo a gennaio 2020, tradotto da Sara Marcolini. L’illustrazione di copertina è stata realizzata da Stefano Moro. Ecco la trama in anteprima per voi:

Molly e suo fratello Michael non hanno mai legato con la sorellastra Heather, una bambina di sette anni che non perde occasione di accusarli ingiustamente, seminando discordia tra i genitori. Fin quando la famiglia si trasferisce in una vecchia chiesa ristrutturata in campagna e le cose precipitano. Attratta dall’antico cimitero che confina con la proprietà, Heather sostiene di parlare con il fantasma di una bambina di nome Helen, morta oltre cent’anni prima, e minaccia i fratelli con un cupo avvertimento:

«Quando Helen verrà a prendervi, vi pentirete di tutto quello che mi avete fatto.»

Ma chi è Helen e come mai la sua lapide si erge solitaria, con le sue sole iniziali a ricordarla? Unita a lei da un terribile segreto, Heather ne è come posseduta, anche se nessuno tranne Molly crede alla sua esistenza. E, quel che è peggio, Heather ignora quanto sia pericolosa…

 

Mary Downing Hahn (1937) ex bibliotecaria scolastica, è una pluripremiata scrittrice americana molto amata dai ragazzi. In trent’anni di carriera ha scritto numerosi libri, affermandosi soprattutto grazie alle sue storie di fantasmi. Si è aggiudicata tra gli innumerevoli riconoscimenti il prestigioso Edgar Award, e lo Scott O’Dell Award. I suoi romanzi hanno venduto più di due milioni di copie e sono classici dell’horror per ragazzi. Quando Helen verrà a prenderti, pubblicato per la prima volta nel 1986, ha vinto ben undici premi negli Stati Uniti. Il romanzo è stato anche adattato per il cinema. Avida lettrice, viaggiatrice e amante dell’arte in tutte le sue forme, Mary vive nel distretto di Columbia nel Maryland.

LeggendoLeggendo: proposte per leggere a scuola

È online il nuovo LeggendoLeggendo, il sito pensato per la scuola e dedicato alla lettura!

Con più di 380 titoli di oltre 220 autori è uno strumento agile e ricco, costantemente aggiornato, che consente di individuare le proposte di lettura per i più giovani, sia tra le novità che tra i titoli di catalogo.

In questa nuova versione si presenta con un look più accattivante e moderno rispetto al precedente e una struttura che permette agli insegnanti di individuare i libri di narrativa più adatti alla propria classe in modo semplice e intuitivo.

LeggendoLeggendo si rivolge infatti in particolare ai docenti della Scuola Primaria, ma suggerisce proposte di lettura anche per la Scuola dell’Infanzia e per la Secondaria di 1° grado e offre spunti interessanti anche ai genitori che vogliono orientarsi tra le innumerevoli proposte di lettura per ragazzi secondo un approccio ragionato.

I titoli possono essere ricercati e selezionati principalmente secondo l’età di lettura consigliata e i temi affrontati; inoltre ogni pagina-libro presenta i motivi per cui può essere interessante la lettura in classe o per cui si può consigliare la lettura a casa, offrendo spunti di discussione e attività collegate.

Nella sezione news sono messe in evidenza le novità editoriali, le iniziative per la scuola, gli argomenti di interesse per chi ha il compito o la vocazione di guidare i giovani lettori alla scoperta di nuovi libri e del piacere di leggere.

Scopri il nuovo sito: ti aspettano tante buone letture da scegliere insieme ai bambini!

Il labirinto del fauno: una nuova, fantastica iniziativa!

Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro e Cornelia Funke racchiude tra le sue pagine un mondo onirico che non può che accendere la fantasia di ogni lettore.
E perché non cogliere l’opportunità di dare sfogo alla vostra creatività, creando un’opera altrettanto ammaliante?
Se siete artisti, illustratori, grafici, questa è la vostra occasione di mettervi alla prova!

Realizzate una tavola illustrata ispirata all’opera letteraria Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro e Cornelia Funke, o all’opera cinematografica originale.

Per l’autore della migliore illustrazione ci sarà un’opportunità davvero unica di crescita e formazione: la possibilità di partecipare a una residenza artistica, della durata di sette giorni, presso il ranch di Cornelia Funke di Bonsall, Malibu (California)!
Non è incredibile?!

Ecco come partecipare:

Collegatevi al sito dell’iniziativa entro le ore 23.59 14 aprile 2020. Registratevi al portale, inserendo i dati anagrafici richiesti.
Accedete alla sezione dedicata e caricate la vostra tavola illustrata all’interno dell’apposito modulo.
Potete anche inserire un link a cui poter visionare il vostro portfolio, ma è facoltativo.
Tutti gli elaborati, per poter essere ritenuti validi, dovranno rispettare i requisiti riportati nel regolamento. Potete consultare il regolamento qui.

Non vediamo l’ora di scoprire i vostri lavori! Vi invitiamo a pulire i pennelli, temperare le matite, spuntare i carboncini… e perché no, a rivedere il film e scoprire il romanzo per trovare l’ispirazione!

ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori insieme per il diritto all’istruzione in Etiopia

Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori sostengono il progetto “Insieme per l’istruzione”: al via la costruzione di due scuole nel distretto di Raya Azebo con ActionAid

Ancora oggi 120 milioni di bambini nel mondo non ricevono un’istruzione di base, e più della metà di questi sono bambine. Senza l’opportunità di studiare è impossibile immaginare il futuro. senza un’educazione adeguata e di qualità non c’è possibilità di costruire una vita migliore e sicura.

Il diritto all’istruzione è ancora più a rischio in paesi come l’Etiopia. Qui quasi 30 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e il 30,4% dei bambini con meno di 5 anni soffre di malnutrizione. Troppi ragazzi e ragazze (il 70%) abbandonano gli studi dopo la scuola primaria. Devono infatti aiutare la famiglia con il lavoro nei campi e per mancanza dei giusti supporti.

È per questo che a Natale ActionAid insieme a Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori si sono uniti per una sfida importante. Quella di garantire il diritto all’istruzione a 1.800 bambine e bambini in Etiopia, nel distretto di Raya Azebo. È uno dei luoghi del mondo dove è più urgente fornire sostegno alle scuole primarie, spesso prive di acqua potabile e servizi igienici adeguati.

«In Etiopia andare a scuola e poter completare gli studi, ricevere un’istruzione di qualità è per troppi bambini, e in particolar modo bambine, un diritto negato. Avere al nostro fianco un partner come Mondadori significa ricevere un supporto fondamentale. Rende possibile realizzare i desideri di 1.800 studenti che non hanno aule, libri e materiali scolastici. Grazie al contributo delle case editrici del Gruppo potremo costruire due nuove scuole. Potremo fornire energia elettrica, acqua potabile e servizi, dare sostegno e formazione agli insegnanti. Potremo anche sensibilizzare le comunità sull’importanza dell’istruzione delle ragazze, in una delle regioni più povere del paese» dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale ActionAid.

«L’attenzione per un’istruzione degna di questo nome – di qualità,  equa, inclusiva e accessibile a tutti – è una priorità per il Gruppo Mondadori. Fa parte del comune sentire delle persone che ci lavorano ed è connaturata alla tradizione e alla storia dell’azienda» ha dichiarato Enrico Selva Coddè, Amministratore Delegato area Trade di Mondadori Libri. «Con questa iniziativa le nostre case editrici fanno un passo in più e realizzano un progetto concreto e solidale, a beneficio di una delle zone del mondo dove questi bisogni sono più urgenti. Avere al nostro fianco un partner come ActionAid è per noi garanzia della serietà del nostro reciproco impegno» ha concluso Enrico Selva Coddè.

 

IL PROGETTONel distretto di Raya Azebo la maggior parte delle scuole è costruita in legno e intonacata con fango. A causa della indisponibilità di servizi igienici separati per ragazzi e ragazze, per le studentesse durante il ciclo mestruale è impossibile frequentare le lezioni. Questo provoca il loro assenteismo, l’abbandono e lo scarso rendimento scolastico.

Con il progetto “Insieme per l’istruzione” ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori creeranno un ambiente scolastico sicuro per 1.800 studenti, di cui la metà bambine, delle scuole elementari delle comunità di Barie Woyane e di Hawulti. Nel corso del 2020 verranno costruiti due blocchi scolastici con 4 aule ciascuno, biblioteche, servizi igienici separati per le bambine. Verranno inoltre forniti materiali e arredi scolastici, sostegno alle ragazze e avviato un miglioramento della governance della scuola con un elevato coinvolgimento delle comunità.

Sul sito insiemeperlistruzione.it sarà possibile seguire gli stati di avanzamento del progetto in Etiopia.

Con questa iniziativa, ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori si impegnano a sostenere in modo condiviso il quarto degli Obiettivi Sostenibili fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.

 

ACTIONAID PER LA SCUOLA

Nell’ultimo anno abbiamo garantito e migliorato l’accesso all’istruzione gratuita, sicura e di qualità per bambini e bambine in circa 5.000 scuole di 25 Paesi. Abbiamo inoltre coinvolto più di 400.000 genitori, insegnanti e studenti in attività di prevenzione e contrasto all’abbandono scolastico.

 

IL GRUPPO MONDADORI PER L’ISTRUZIONE

Siamo una casa editrice con oltre 100 anni di storia. Il forte legame che abbiamo con autori e lettori, ci dà la consapevolezza di avere una responsabilità anche nei confronti di tutta la società civile. Abbiamo la certezza che il diritto a un’istruzione e a un’informazione di qualità sia un elemento essenziale per lo sviluppo e la crescita di un Paese. Promuovere attivamente, in Italia e nel mondo, una cultura che sia accessibile a tutti fa parte della nostra missione ed è uno dei principi della politica di sostenibilità del nostro Gruppo.

 

COSA FA ACTIONAID

ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata in Italia e in 44 Paesi. Collabora con più di 10.000 partner, alleanze, ONG e movimenti sociali per combattere povertà e ingiustizia sociale. Da oltre 40 anni ActionAid si batte al fianco degli individui e delle comunità più povere e marginalizzate, scegliendo di schierarsi dalla loro parte perché consapevole che per realizzare un vero cambiamento sociale è necessario uno sforzo collettivo di solidarietà e giustizia. Un mondo equo e giusto per tutti: è questa la visione da cui ActionAid trae ispirazione e forza vitale. Per rendere questa visione del mondo una realtà concreta, ActionAid si è data una mission specifica da perseguire nei prossimi 10 anni: lavorare per promuovere e animare spazi di partecipazione democratica e per coinvolgere persone e comunità nella tutela dei propri diritti; collaborare a livello locale, nazionale e internazionale per realizzare il cambiamento e per far crescere l’equità sociale, migliorando la qualità della democrazia e sostenendo così chi vive in situazioni di povertà e marginalità.

Novità, novità, novità… in libreria questa settimana!

Novità: non è una parola bellissima, quando si pensa ai nuovi titoli in arrivo in libreria?

Questa settimana c’è una novità davvero speciale, il Cofanetto Storie della buonanotte per bambine ribelli, che include i due volumi di storie firmate da Francesca Cavallo ed Elena Favilli. Perfetto da regalare e da regalarsi, per scoprire 200 storie di donne straordinarie che hanno cambiato il mondo.

Un ritorno molto atteso è anche quello di Sophie Kinsella. Arriva il quarto volume delle avventure di Fata Mammetta e della sua dolce figlia Ella, Sirenette magiche. Chissà quali incantesimi – più o meno riusciti – impareremo questa volta!

È un ritorno anche quello di Cassandra Clare e Holly Black. I primi tre volumi della loro magica serie Magisterium escono racchiusi in un unico volume. Un’edizione speciale per scoprire la prima trilogia, o per regalarla a quell’amica o quell’amico che dovrebbero assolutamente leggerla!

Infine, un pensiero per gli appassionati di scienza e tecnologia: nel loro Terra in vista!, Federico Taddia e Telmo Pievani svelano ai lettori quali meraviglie stiano per uscire dai lavoratori e per entrare nelle loro vite… che curiosità!

 

L’appuntamento è per il 26 novembre in libreria… sapete già quale titolo leggerete per primo?

Il fiore perduto dello sciamano di K: intervista a Davide Morosinotto

Il fiore perduto dello sciamano di K è l’atteso, nuovo romanzo di Davide Morosinotto: un viaggio con la fantasia che trasporterà il lettori fino in Perù, sulle tracce di un fiore misterioso dai poteri miracolosi. Ecco cosa ci ha raccontato l’autore sui personaggi, la diversità e la scrittura!

Il fiore perduto dello sciamano di K arriva dopo Il rinomato catalogo Walker & Dawn (2016) e La sfolgorante luce di due stelle rosse (2017). I tre libri costituiscono una sorta di trilogia dei fiumi, visto il ruolo centrale del fiume in ogni libro: era la tua intenzione, o è stato casuale?

Il rinomato catalogo Walker & Dawn è stato un libro particolare… detto sinceramente, quando è uscito, ero abbastanza sicuro che non avrebbe mai avuto successo: l’avventura non era un genere “di moda”, avevo paura che il libro fosse troppo lungo e complicato. Quindi non ho detto a nessuno che avevo l’idea di farne addirittura una trilogia. Una trilogia strana, ambientata in tre periodi storici (1904, 1941, 1986) e in luoghi lontanissimi. Ma sempre con storie raccontate dai protagonisti, una grafica un po’ sperimentale, e un fiume al centro della scena. E con qualche personaggio a saltare da un libro all’altro, perché mi piace pensare che tutte le storie del mondo, in fondo, siano collegate fra loro.

A collegare i romanzi abbiamo, appunto, anche due ritorni importanti: un protagonista de Il rinomato catalogo Walker & Dawn appare nel tuo nuovo romanzo ormai adulto, e un personaggio che avevamo già incontrato ne La sfolgorante luce di due stelle rosse vive nel nuovo romanzo un “momento di redenzione”. Com’è stato riprendere in mano due personaggi, e inserirli in una nuova storia?

La sensazione è quella di incontrare un amico d’infanzia, uno di quelli con cui hai condiviso tutto per anni finché poi, per le cose della vita, ti perdi di vista. È divertente, emozionante. E anche spiazzante, perché nel corso degli anni le persone cambiano moltissimo, a volte fai fatica a riconoscere nell’adulto il ragazzo che era. Anche se poi, in realtà, basta scavare un po’ ed è sempre lì. Nel caso de Il fiore perduto dello sciamano di K, due personaggi ritornano per un attimo sulla scena. Uno, di Leningrado, era previsto da molto tempo e aspettavo di incontrarlo. Il secondo, del bayou, è stato invece un’assoluta sorpresa. Me lo sono ritrovato lì in ospedale e ho detto «toh, guarda chi c’è…».

Ma veniamo a Laila ed El Rato, i protagonisti de Il fiore perduto dello sciamano di K: come li presenteresti ai lettori?

Sono la luna e il sole. Laila è la figlia di un diplomatico finlandese a Lima: è cresciuta tra cocktail e ricevimenti, frequenta scuole private d’alto livello, legge moltissimo, ha tutto quello che si potrebbe desiderare. Ma è sempre stata un po’ sola, senza molti amici. E soprattutto all’inizio del libro scopre di avere una malattia rara, dunque è costretta a lasciare tutto e finisce in una clinica. Il suo mondo va in pezzi, anche lei, ma presto scoprirà di avere risorse inaspettate. El Rato invece è peruviano, ed è nato e vissuto nell’ospedale: non ne è mai uscito nemmeno per un giorno. Per questo ha uno status molto speciale. È amico di tutti i dottori e gli altri ragazzi lo considerano il capo del Nido (il reparto pediatrico). È un entusiasta e un sognatore. Ha un suo modo luminoso di affrontare la vita. È anche uno che racconta bugie a ripetizione. A tutti gli altri, ma soprattutto a se stesso. Laila lo aiuterà a fare i conti con i suoi segreti.

Un tema molto forte e sviluppato nel romanzo è sicuramente quello della diversità, anche partendo da Laila ed El Rato. I due ragazzi non potrebbero essere più distanti (lei figlia di un diplomatico finlandese, lui orfano e privo di mezzi), ma vivere un’avventura insieme li unisce, portandoli a superare le loro differenze. Era qualcosa che ci tenevi a raccontare, pensando anche al particolare momento storico che stiamo vivendo?

No, assolutamente. Io odio i libri che vogliono mandarti un messaggio. Per quello esiste WhatsApp, che è molto più veloce e anche più onesto. A me interessava solo conoscere la storia di Laila ed El Rato. In particolare, ero curioso (sarebbe più giusto dire: spaventato) di sapere se questa strana coppia sarebbe riuscita ad arrivare in fondo al viaggio, e cosa sarebbe successo lì. Perché non ne avevo davvero idea. Più mi avvicinavo al momento, più avevo paura che il mio libro non avrebbe mai trovato una fine e si sarebbe distrutto come un castello di carte. Tutto qui. Poi, le storie hanno questa caratteristica, di parlare sempre di “qualcosa”. Spingono a farsi delle domande. Ma le risposte, quelle devono darsele i lettori.

Abbiamo parlato di avventura, e il Fiore Perduto è senza dubbio un romanzo di avventura nel senso più classico del termine. Pensando anche a te stesso quando eri un giovane lettore, riesci a ricostruire un percorso che ti ha portato dal leggere di avventura (magari citando qualche titolo favorito…) a scriverne? Quanto ti hanno influenzato – e ti influenzano – le tue letture?

I miei genitori sono fortissimi lettori: a casa nostra i libri sono sempre stati considerati una cosa importante. C’erano delle regole ben precise. Ad esempio, il fatto che i libri andavano trattati con riguardo, per non rovinarli. E anche se bisognava fare economia su tante cose, in libreria si poteva scegliere senza guardare il prezzo. Il numero di titoli che potevo comprare era comunque limitato… Quindi i miei libri di avventura sono stati soprattutto quelli della collana “Best Seller per i Giovani” di Edizioni Dell’Albero. Una serie degli anni ’60 di mio padre, 350 lire a libro scritto bello grande in copertina. Dentro c’era tutto: Il giro del mondo in 80 giorni e 20.000 leghe sotto i mari, Il vagabondo delle stelle di London, Kim, Taras Bulba di Gogol, L’uomo invisibile di Wells, Piccole Donne, La freccia nera, Gulliver, Joseph Conrad, Le avventure del barone di Münchhausen, Ettore Fieramosca e Il Corsaro Nero. Io leggevo, magari lasciando a metà quelli troppo difficili per me. E l’influenza che hanno avuto… è così profonda che non saprei nemmeno da che parte cominciare a parlarne.

Molti dei nostri (e dei tuoi!) lettori sognano di diventare scrittori: c’è un consiglio, o un suggerimento, che ti senti di dare loro?

Il miglior suggerimento lo ha dato Stephen King, ed è semplicissimo: leggi molto, scrivi molto. Come tutti i suggerimenti semplici, è complicato da mettere in pratica. Richiede impegno e costanza. Ma è come nello sport. Serve allenamento, e se vuoi diventare bravo devi allenarti più degli altri. Quindi, leggi e scrivi tutto il giorno, tutti i giorni. Sì, anche il tuo compleanno. Sì, anche a Natale. Anche perché, cosa c’è di meglio di passare la mattina di Natale a leggere un libro?

Il fiore perduto dello sciamano di K di Davide Morosinotto vi aspetta in libreria!

Qualcuno con cui correre: una nuova edizione illustrata!

Qualcuno con cui correre di David Grossman compirà 20 anni nel 2020 (2021 per l’edizione italiana). Un anniversario importante, per un romanzo più attuale che mai, capace di raccontare ai lettori più giovani (e anche a quelli già grandi) le emozioni, il coraggio, la determinazione e cosa significhi davvero la parola “amicizia”.

Per Assaf, sedicenne timido e impacciato, lʼestate si trascina lenta tra amicizie sterili e un lavoro noioso. Tutto cambia quando riceve un compito impossibile: ritrovare il padrone di un cane abbandonato, inseguendolo per le strade di Gerusalemme. Correndo dietro a Dinka, Assaf giungerà in luoghi impensati, fino ad apprendere il nome della persona che cerca: Tamar. Chi è questa ragazza enigmatica che sembra sparita nel nulla? Travolto dal fascino del suo mistero, Assaf ne seguirà le tracce, come se da lei dipendesse il suo destino. Ma Tamar, anima sensibile e ribelle, tormentata da un doloroso segreto, è fuggita da casa per tentare unʼimpresa altrettanto impossibile: ritrovare un giovane cui è profondamente legata per salvarlo dalla droga e da una banda di malfattori. Non sa ancora che qualcuno la sta cercando, qualcuno disposto a correre con lei, costi quel che costi.

L’edizione di Qualcuno con cui correre di David Grossman illustrata da Fabian Negrin vi aspetta in libreria dal 19 novembre.

BookCity 2019: i nostri eventi!

Dal 13 al 17 novembre Milano vedrà l’arrivo di più di 3000 autori, pronti a incontrare i lettori negli oltre 1500 eventi gratuiti che animeranno l’ottava edizione di BookCity

BookCity vuol dire libri, letture, presentazioni, eventi per i bambini e per le scuole… potevamo forse mancare?! Qui trovate il programma completo della manifestazione, ma ecco tutti i nostri appuntamenti!

 

giovedì 14 novembre

ore 17.00

Apri gli occhi al cielo: facciamo luce sulla gravità con Tullia Sbarrato, presso Università degli Studi di Milano – Bicocca. Edificio U6 – Aula 8 (piazza dell’Ateneo Nuovo 1).

 

 

venerdì 15 novembre

ore 20.00

La guerra dei mondi con Licia Troisi, Marco Malvaldi e Sergio Fanucci, presso Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci – MST Auditorium (via San Vittore 21). Evento in collaborazione con laF – la TV di Feltrinelli

 

 

sabato 16 novembre

ore 11.00

Sogna Leonardino, e forse un giorno vedrai… con Elena Russo Arman presso Triennale – Agorà (via E. Alemagna 6).

ore 12.00

Fridays for future: storia di una piccola grande leader con Viviana Mazza, presso Teatro del Buratto – Spazio Incontri (via G. Bovio 5).

 

domenica 17 novembre

ore 11.00

Col catino sistemato come un elmo sulla testa, va Don Chisciotte verso il fato e non s’arresta con Roberto Piumini, presso Libreria Corteccia (via B. Lanino 11).

ore 14.00

Da Nihal a Zoe&Lu: 15 anni di eroine di Licia Troisi con Licia Troisi, presso Mondadori Megastore Duomo – Sala Eventi (piazza del Duomo 1).

ore 15.00

Occhi spalancati sull’infinito con Edwige Pezzulli e Tullia Sbarrato, presso Civico Planetario di Milano U. Hoepli (corso Venezia 57).

ore 17.00

Una vacanza da morir dal ridere con Barbara Cantini, presso Libreria dei Ragazzi (via A. Tadino 53).

Le sfide di Apollo: come nascono le copertine?

Le sfide di Apollo. La tomba del tiranno di Rick Riordan arriva in libreria il 5 novembre! Per l’occasione, abbiamo intervistato Daniele Gaspari, la mente e la mano dietro le copertine italiane della serie, per scoprire qualcosa di più sul processo di creazione. Ecco cosa ci ha raccontato!

Buongiorno Daniele, grazie di essere qui con noi! Il 5 novembre arriverà in libreria Le sfide di Apollo. La tomba del tiranno di Rick Riordan, e per te è un titolo speciale: la copertina è opera tua! Ci racconti com’è nata, e come s inserisce nel progetto di copertine dell’intera serie?
Grazie a voi per avermi invitato.
Il mondo di Rick Riordan occupa un ruolo importante del mio percorso da foto-illustratore ed è sempre curioso raccontare come nascono le sue copertine perché ognuna ha una storia singolare.
Potrei parlavene per giorni, ma cerco di essere breve.
Tutto parte dall’annuncio dell’uscita di un nuovo capitolo, ma nulla trapela oltre a questo. In Mondadori c’è fermento: di cosa si tratterà? Quali saranno i protagonisti? Dove si svolgerà la storia? L’uscita della cover americana è un punto di partenza. A distanza di qualche settimana iniziano a trapelare indizi intriganti: per questo titolo si parlava di passaggi sotterranei, di un tiranno, di una abbagliante luce purpurea…
Ci siamo staccati dal modello americano e abbiamo deciso di proseguire diversamente. “La cover dovrà essere PORPORA”, questa è stata la premessa.
Scommetto che molti di voi si chiederanno “ma che punto di partenza sarà mai la scelta di un colore?” La scelta di un colore è molto importante e determinante per molte cose. Pensate ad esempio ad una scena illuminata di rosso: dove immaginate di essere? Come la costruireste nella vostra mente? Ora pensate al blu… Verrete catapultati da tutt’altra parte, non è così?

Siamo sicuri che i lettori sono curiosi di saperne di più sul processo che porta dall’idea iniziale al libro finito e in libreria: quali sono i passaggi fondamentali?
Ci sono molti aspetti da tener conto. La prima cosa che i responsabili del progetto devono decidere è il tipo di illustrazione da attribuire alla cover: se una fotografia attira di più un pubblico adulto, un’illustrazione ad acquerello attira invece di più la fantasia dei piccoli. In Italia, nel caso dell’editoria per ragazzi e dei libri di Riordan, funzionano bene scene fanta-realistiche ed in questo caso la foto-illustrazione è una tecnica efficace.
Successivamente si passa all’analisi delle informazioni e viene stilato un briefing che viene consegnato all’illustratore dove riporta l’essenza delle decisioni, come dovrà essere la cover e cosa dovrà rappresentare. Nel mio caso c’è un rapporto particolare. Mondadori mi rende partecipe in tutte queste fasi e vengo chiamato a dare la mia opinione determinando alcune scelte.
Procedo poi impostando una bozza veloce per capire se la strada scelta è fattibile e se “spinge” a dovere (ovvero se funziona ed attira l’attenzione). Per fare questo prendo immagini da qualsiasi risorsa mi passi per le mani (internet, banche immagini, telefonino, ecc.), permettendomi di costruire scenari in pochi minuti. È una fase divertente! Potreste vedere Spiderman con la spada di Percy sull’Empire State Building… così, giusto per capire.
Approvata la bozza inizia la fase definitiva. Per questa cover ho utilizzato prevalentemente immagini on-line che ho scelto in base a criteri specifici. Gli elementi devono avere le caratteristiche descrittive ed essere corretti in luce e prospettiva. Se non trovo elementi soddisfacenti li devo creare in studio. Soltanto così si riesce ad avere il pieno controllo della qualità arrivando ad illustrare esattamente ciò che si ha in mente. Per esempio per Magnus Chase. Il martello di Thor ho creato autonomamente gli interi elementi, recandomi anche a Boston per fotografare gli elementi da inserire nell’ambientazione.
Per questa, come per tutte le cover di Riordan, il protagonista è stato fotografato in studio appositamente vestito, messo nella posa corretta con la prospettiva e le luci corrispondenti all’illuminazione della scena. La torcia è stata riprodotta tagliando un pezzo di legno con avvolto all’estremità un panno di juta, mentre il fuoco è stato aggiunto a computer.

Raccontaci qualcosa di più sul tuo lavoro e sul tuo percorso: quando è nata la passione per il disegno? Quali sono le tue tecniche preferite? Disegni anche a mano libera?
Non c’è un periodo o un avvenimento preciso ai quali posso attribuire la nascita di questa passione. Sono sempre stato attirato dall’arte in generale, in qualsiasi suo genere ed in qualsiasi sua disciplina: fotografia, pittura, scrittura, musica, cinema… Ma anche l’arte del commercio, dell’imprenditoria o della comunicazione. Da piccolo osservi tutto, da adolescente cerchi di comprendere, da grande cerchi di capire cosa ti piace. Poi cerchi di farne il tuo lavoro, perché senti che in quel preciso contesto hai qualcosa da dare. Nel mio caso però non capivo cosa mi piacesse fare, forse perché mi piaceva tutto. Questa situazione mi ha spinto a continue prove, continue sperimentazioni ed un giorno, a computer, ho iniziato a prendere pezzi di foto, incollarle fra loro, ed amalgamarle al meglio con le tecniche che allora conoscevo. Per la prima volta avevo ottenuto un’immagine interessante, un risultato preciso, gratificante. Avevo capito cosa mi piaceva e da qui è partito il mio percorso.

Molti dei nostri lettori sono piccoli, grandi artisti: hai un consiglio, o un messaggio, per coloro che sognano di diventare illustratori?
Seguite le vostre emozioni, ascoltate il vostro istinto, siate voi stessi e credete in quello che fate… Questo lo dicono tutti e se avete una forte desiderio non c’è nemmeno bisogno di suggerirvelo.
Metterle in pratica è più complicato ma posso darvi qualche consiglio. Qualsiasi cosa vogliate fare cercate e seguite sempre dei buoni esempi, anzi, i migliori. Dovete puntare in alto, e non riuscirete a farlo se vi accontentate. Siate sempre critici in ciò che fate, non trovate scuse, cercate il vostro difetto e miglioratelo. Questo vi permetterà, un giorno, di fare la differenza rispetto agli altri, di farvi notare. E anche di non rimanere “uno fra tanti”.
Concludo con un terzo consiglio: abbiate pazienza. Nella vita le scorciatoie non portano a nulla, se non a perdersi. Fate il vostro percorso e dimostrate sempre con i fatti le vostre capacità ed i loro progressi. Soltanto così avrete veramente qualcosa da mostrare e perché no? Un giorno, potreste essere scelti per illustrare le copertine dei libri che preferite!