Libri per il Giorno della Memoria 2024

Leggere libri per ragazzi e ragazze a tema “giorno della memoria” è importante perché può aiutare i giovani lettori e lettrici a comprendere meglio la storia e le lezioni che possiamo imparare dalla triste vicenda dell’Olocausto.

I libri per bambini e bambine sulla Shoah presentano questi temi in modo accessibile e coinvolgente, aiutando i giovani lettori a relazionarsi con personaggi e situazioni che altrimenti potrebbero sembrare lontani o difficili da comprendere.

L’obiettivo è sviluppare l’empatia, incoraggiare a pensare criticamente e aumentare la visibilità e la consapevolezza sull’importanza della Giornata della Memoria.

I libri a tema giorno della Memoria che consigliamo

Libri da 6 anni

L’Albero della Memoria di Anna e Michele Sarfatti: con l’emanazione delle leggi antiebraiche la vita dei Finzi cambia per sempre. I genitori di Samuele entrano in clandestinità, e il bambino si deve nascondere in collina. Alla storia sono affiancati capitoli di approfondimento sulle vicende realmente accadute.

Libri da 8 anni

Otto. Autobiografia di un orsacchiotto di Tomi Ungerer: il protagonista è un orsacchiotto di peluche che racconta come ha ritrovato i suoi amici umani, imprigionati in un campo di concentramento.

Libri da 9 anni

I ragazzi di Villa Emma di Annalisa Strada e Gianluigi Spini: nel Luglio 1942 alla stazione di Nonantola, in provincia di Modena, un gruppo di ragazzi ebrei in fuga dalla guerra scende da un treno. In cerca di salvezza, hanno lasciato genitori e amici per affrontare un viaggio pericoloso e pieno di difficoltà. Il loro futuro dipenderà dal coraggio e all’intraprendenza di un intero paese. Basato su una storia vera.

Libri da 10 anni

Pane e Ciliegie di Anna Sarfatti: un racconto basato sulla storia vera di Israel Kalk, un italiano coraggioso che a partire da un semplice atto di generosità ha contribuito a salvare la vita di molti bambini e delle loro famiglie. Lui infatti creò la Mensa dei Bambini, un’istituzione dove sono molteplici le attività pensate per garantire ai bambini un’infanzia dignitosa

Diario di Anne Frank: uno dei libri più letti in assoluto sulla storia dell’Olocausto.

Il Baule dei segreti di Andra e Tatiana Bucci: quando Andra e Tati sollevano il pesante coperchio di un baule trovato in soffitta, il passato le travolge come un’onda. Oggetti riemergono per raccontare la storia della loro famiglia ebrea: il lungo peregrinare, l’entrata in vigore delle leggi razziali e la deportazione ad Auschwitz.

I miracoli esistono di Sara Rattaro: racconta la vita di Giorgio Perlasca, un grande uomo, che in silenzio ha salvato migliaia di ebrei. Basato su una storia vera.

Libri da 11 anni

978880478257HIG-627x965La donna che salvò la bellezza. Storia di Fernanda Wittgens di Sara Rattaro

Rachele è solo una ragazzina quando nel 1939 vengono promulgate le leggi razziali e la sua vita di colpo cambia. Per lei, ebrea, niente più scuola, niente più amici e una paura strisciante che riempie le sue giornate.

Per fortuna incontra un ragazzo che le dà la forza per affrontare i terribili cambiamenti che sconvolgono la sua esistenza. Vittorio ha appena quindici anni, eppure ha un coraggio sconfinato. Lavora, per volere del padre fascista, come uomo di fatica alla Pinacoteca di Brera, fianco a fianco con la direttrice Fernanda Wittgens, che aiuterà nella sua straordinaria missione.

Due sono gli obiettivi di Fernanda: salvare dai bombardamenti e dalle razzie naziste le opere d’arte conservate nei musei milanesi e aiutare familiari, amici, ebrei e perseguitati a espatriare e mettersi in salvo. Un’impresa pericolosissima e che potrebbe costarle la vita. Ma a lei non importa.

Un romanzo intenso e appassionante che racconta la storia di Fernanda Wittgens, la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera, che con coraggio ha sfidato il nazifascismo e ha salvato non solo opere di inestimabile valore, ma anche vite umane.

La porta di Anne di Guia Risari: un punto di vista inedito sulle vicende delle otto persone nascoste insieme ad Anne Frank. Oltre ai loro sogni di liberà, incontriamo anche quello del sottufficiale delle SS Karl Josef Silberbauer che sogna di catturare alcuni ebrei nascosti in una soffitta.

In cammino. Poesie migranti di Michael Rosen illustrato da Quentin Blake: una raccolta di poesie che racconta anche le cicatrici lasciate dall’Olocausto.

la guerra di millie

La guerra di Millie di Karen Cushman

Millie McGonigle vive nella soleggiata California, tra lo sciabordio delle onde, lo stridio dei gabbiani e il mondo sommerso dei pesci nella baia. Potrebbe essere tutto perfetto, ma i tempi sono difficili: il padre non trova un lavoro, i soldi sono pochi e, come se non bastasse, la sorellina malaticcia riceve ogni attenzione.

Tutto questo, mentre da lontano cominciano ad arrivare gli echi di una guerra terribile: in Europa Hitler sta avanzando con aerei e carri armati. Per non soccombere alla tristezza e alla paura Millie ha un rituale: disegnare nel suo taccuino le cose morte che trova sulla spiaggia e scrivere il suo nome nel fango.

Un giorno però, grazie a una nuova amica arrivata da lontano e un surfista da capogiro, capisce che forse è troppo viva e troppo giovane per continuare a pensare a cose tristi e terribili. E che, anche se il mondo sta cambiando travolto dalla guerra, la vita va celebrata in ogni suo momento. Perché ci saranno sempre lo stesso cielo, lo stesso oceano e la stessa baia. E sempre persone straordinarie da festeggiare e amare.

La fisarmonica verde di Andrea Satta: il viaggio di un padre e un figlio che a ritroso, seguono i passi del nonno Gavino, rinchiuso in un campo di concentramento nazista perché, da soldato italiano, fu considerato traditore dopo l’8 settembre. La storia di un uomo normale, non un eroe, e delle sue scelte coraggiose. Il racconto di un padre al figlio, perché senza memoria non ci può essere futuro. Basato su una storia vera.

La porta della libertà di Daniela Morelli: Giordano, un ragazzino che abita in un paese a due passi dalla Svizzera, incontra Rachele, ebrea, fuggita con la sua famiglia alla ricerca della salvezza. Per Giordano la ragazza è l’altra faccia della vita, fatta di allegria, forza d’animo, ostinata speranza. Ma è l’estate del 1943 e drammatici eventi stanno sconvolgendo l’Italia. Forse oltre ­quella rete ­li aspetta la libertà. Una storia d’amore drammatica e dolce.

Libri da 12 anni

sarò la tua memoria

Sarò la tua memoria di Mario Calabresi

Joshua ha quattro anni quando ascolta attento l’inizio di una storia terribile, quella della nonna Andra, sopravvissuta ad Auschwitz insieme a sua sorella Tatiana e ad altri cinquanta bambini.

L’epilogo di quella fiaba crudele arriva dopo molti anni, ma intanto dentro Joshua nasce una domanda: quale voce racconterà la Shoah quando non ci sarà più alcun testimone vivente? L’occasione per trovare una risposta si presenta quando a scuola gli viene chiesto di raccontare un’esperienza per lui importante. Joshua quell’esperienza decide di viverla e annuncia ai professori che si calerà per una settimana nei panni di sua nonna bambina, quand’era prigioniera in un campo di sterminio.

Così, per sette giorni, Joshua si rinchiude nel garage di casa dove patisce freddo, fame, fatica, solitudine, noia. E alla fine, anche se solo in parte, comprende quello che hanno passato la nonna e tutti coloro che sono stati deportati come lei. E racconta. E non smette di raccontare, perché nessuno dimentichi.

La guerra di Catherine di Julia Billet e Claire Fauvel: tra parole e immagini, l’avventura di una ragazza ebrea, fotografa in erba, nella Francia occupata.

luce dei giorni

La luce dei giorni di Judy Batalion

Zivia, Frumka, Renia, Hantze, Bela, Gusta, Chajka sono giovani donne che il destino ha costretto a vivere i giorni più bui della Storia: quelli dell’occupazione nazista della Polonia, della persecuzione e dello sterminio degli ebrei. A unirle, una scelta estrema: hanno lanciato la loro sfida a un nemico sanguinario, autore del peggior crimine contro l’umanità di tutti i tempi.

Queste ragazze hanno messo a ferro e fuoco i ghetti dentro i quali erano rinchiuse, hanno fatto saltare in aria ferrovie e collegamenti, rubato armi e documenti sotto il naso della Gestapo, protetto bambini e messo al sicuro chi aveva bisogno; hanno sopportato il freddo, la fame, l’odio e l’indifferenza della gente, sono state ferite e imprigionate. Alcune sono riuscite a salvarsi, altre no. Ma tutte hanno lottato senza arrendersi e insieme hanno acceso una luce nelle tenebre di quei giorni.

Le storie vere di donne straordinarie riprendono vita tra queste pagine per ricordare che anche nell’ora più buia la speranza e il coraggio possono continuare a brillare.

Libri da 13 anni

In cerca di giorni felici di Ana Novac: riporta integralmente le parole scritte durante i giorni di prigionia in ben 7 campi di concentramento. Alcune frasi sono andate perdute dal momento che carta e matita erano merce rara nei campi, alcune pagine furono scritte su manifesti, altre su foglie di cavolo, e altre ancora riassunte e scritte in maniera così fitta da risultare illegibili. Una storia che racconta la quotidianità dei prigionieri, ma dalla quale traspare una forte rabbia di vivere.

100 anni di Italo Calvino

Italo Calvino è nato il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, a Cuba, da genitori italiani. Ma come lo scrittore afferma nel volume Ritratti su misura: “Della mia nascita d’oltremare conservo solo un complicato dato anagrafico (che nelle brevi note bio-bibliografiche sostituisco con quello più “vero”: nato a Sanremo), un certo bagaglio di memorie familiari, e il nome di battesimo che mia madre, prevedendo di farmi crescere in terra straniera, volle darmi perché non scordassi la patria degli avi, e che invece in patria suonava bellicosamente nazionalista.”

Nel 2023 ricorre quindi il centesimo anno dalla sua nascita. Per celebrarlo Mondadori propone un percorso lungo un anno fatto di nuove edizioni, iniziative e celebrazioni dello scrittore attraverso le sue storie senza tempo e le splendide illustrazioni di ieri e di oggi.

Le opere di Italo Calvino

La prima tappa di questo percorso inizia a Bologna Children’s Book Fair: durante la Fiera si terrà una mostra dal titolo Eccellenze italiane. Figure per Italo Calvino.

Il progetto, promosso da Mondadori, dalla Regione Emilia-Romagna con Bologna Children’s Book Fair e sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha sfidato alcuni tra i migliori talenti dell’illustrazione a rappresentare quelle atmosfere, quegli intrecci e costellazioni di personaggi capaci di rendere unici i testi di Calvino, in un esperimento di ibridazione tra narrativa e arti visuali.

La mostra si terrà all’interno della fiera, dal 6 al 9 marzo a Bologna. Se non vi fosse possibile partecipare, potete recuperare il catalogo della mostra.

Oltre alla mostra, Mondadori darà un nuovo volto ad alcune delle storie più amate, selezionando illustratrici e illustratori di prestigio.

Il cavaliere inesistente. Il romanzo a fumetti

Il romanzo di Calvino sulla ricerca di sé e della propria strada per la prima volta in versione graphic novel: un intreccio rocambolesco, tenuto insieme dallo stile inconfondibile di Sualzo.

Il visconte dimezzato. Il romanzo a fumetti

Il romanzo di Italo Calvino sull’impossibile completezza dell’uomo torna in libreria in uno splendido adattamento di Lorenza Natarella, che ha anche realizzato i disegni per creare questa versione graphic novel: un’opera stupefacente accesa da colori vividi e ipnotici.

Il barone rampante. Il romanzo a fumetti

Dagli acquarelli di Sara Colaone, una rivisitazione di uno dei romanzi più amati di Italo Calvino. Cosimo Piovasco prende vita e colori: una lettura ideale per approcciarsi a un grande classico in una maniera del tutto nuova.

Sul nostro profilo Instagram mondadori_libri_ragazzi trovi un video del processo di creazione dell’illustratrice: lo puoi vedere qui.

L’amore delle tre Melagrane di Italo Calvino

Illustrata da Lida Ziruffo, L’amore delle tre Melagrane è la fiaba che ha ispirato Alessandro D’Avenia per il titolo del suo romanzo Bianca come il latte, rossa come il sangue.

La storia infatti inizia così:

Un figlio di Re mangiava a tavola.
Tagliando la ricotta, si ferì un dito e una
goccia di sangue andò sulla ricotta.
Disse a sua madre:
«Mammà, vorrei una donna bianca come il latte e rossa come il sangue».

È proprio Alessandro D’Avenia ha scrivere la postfazione, che si legge sul retro della cover:

«”Le fiabe sono vere. Sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d’un destino: la giovinezza.” Lo scrive Italo Calvino ed è più vero che mai per L’amore delle tre melagrane, fiaba che ho scoperto a scuola a dieci anni e rileggo ancora, trent’anni dopo, quando sono a corto di coraggio e di meraviglia.

Narra il destino di tutti: latte e sangue, vita da ricevere e vita da dare. La vita tutta. La nostra felicità è una melagrana, simbolo da sempre dell’amore nella sua varietà e unità. Le fiabe sono semplici, ma proprio per questo anche terribili: non mascherano la vita ma la smascherano. E in questa la vita chiede, in modo diverso, a un ragazzo e a una ragazza la trasformazione più coraggiosa, dolorosa e gioiosa: imparare ad amare. Se alla fine delle fiabe si dice “vissero felici e contenti” è perché i protagonisti lo hanno fatto nella storia narrata, non dopo, come in genere si pensa.

Noi siamo fatti per questa felicità in vita, bianca e rossa, ricevere e dare, amare ed essere amati. Questa fiaba rivela il segreto, in una melagrana».

Cola Pesce di Italo Calvino

Illustrata da Simona Mulazzani, la leggenda siciliana di Cola Pesce torna in libreria con meravigliose illustrazioni, che danno nuova vita al bambino con le mani e i piedi palmati.

Trama: Cola era un bambino di Messina che amava nuotare dal mattino fino a sera, tanto che la madre era costretta ogni giorno a sbraitare per riportarlo sulla terraferma.

Un giorno, stanca della sua disobbedienza, gridò: «Cola! Che tu possa diventare un pesce!». Purtroppo la maledizione si avverò: il collo di Cola divenne simile a quello di una rana e le mani si allungarono fino a diventare palmate come le zampe delle anatre.

Il Re di Messina, scoprendo della sua esistenza, gli affidò una missione: Cola doveva scoprire su cosa poggiava la Sicilia. Il ragazzo pesce cominciò così a esplorare i fondali, scoprendo che l’isola poggiava su tre colonne, una delle quali danneggiata. Il re gli chiese di andare andare più a fondo nel mare, per scoprire la verità e risolvere il problema.

Cola Pesce però rifiutò l’ultimo incarico e il Re, infuriato, gettò la sua corona in mare, obbligandolo a restituirgliela: Cola Pesce obbedì, predicendo però che l’impresa era così rischiosa che probabilmente non sarebbe mai tornato a galla. Da quel giorno, Cola Pesce è il re dei mari della Sicilia, e in superficie aspettano ancora il suo ritorno.

Giufà e la statua di gesso di Italo Calvino

La fiaba, illustrata da Fabian Negrin, racconta, come scrive Nadia Terranova, “che possiamo anche essere sbagliati, farci il regalo di apparire a volte un po’ vuoti, molto ottusi, incoscienti e confusionari, che non dobbiamo essere perfetti, che il vero lusso è ridere di noi.”

Trama: Giufà è un bambino molto pigro che fa sempre disperare la madre. Un giorno la donna gli chiede di vendere una stoffa a una persona che chiacchiera poco, per non farsi ingannare.

Il bambino così comincia a cercare il giusto acquirente ma tutti parlano troppo, tranne la statua di una donna che, silenziosa, al bambino sembra rispecchiare i canoni imposti dalla madre.

Il giorno seguente, quando Giufà torna dalla statua per ritirare il denaro, scopre che la stoffa è sparita ma la statua non accenna a volerlo pagare. Arrabbiatissimo la spacca in mille pezzi e al suo interno trova una pentola piena di monete d’oro.

Italo Calvino: la trilogia

I libri più letti da generazioni, però, sono forse quelli che fanno parte della trilogia I nostri antenati, pubblicata tra il 1952 e il 1959.

Il volume da collezione è illustrato da tre storici artisti, maestri nell’usare colori e forme e nel rappresentare al meglio i tre protagonisti iconici delle storie di Calvino.

Il visconte dimezzato è illustrato da Emanuele Luzzati; Maria Enrica Agostinelli si è occupata di illustrare Il barone rampante; e per finire Il cavaliere inesistente prende vita con le illustrazioni di Federico Maggioni.

Le fiabe italiane di Italo Calvino

È sempre Emanuele Luzzati a portare prestigio con le sue illustrazioni anche alle Fiabe Italiane, in questo volume da collezione.

La storia di Padre Pino Puglisi

Quando si parla di mafia, si tende a farlo nelle ricorrenze delle stragi, nominando solo le persone e i volti più conosciuti. Ma ci sono alcune storie altrettanto forti e potenti che vanno raccontate, soprattutto a ragazze e ragazzi.

È questo che fa Paolo Borrometi, giornalista e scrittore siciliano, nel libro Siate rompiscatole! in cui racconta la vita e l’opera di Padre Pino Puglisi, assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993. Una sola la sua colpa: aver cercato di educare i bambini e i ragazzi per sottrarli alle organizzazioni criminali. Le sue armi furono un sorriso, una scatola di cartone e un pallone da calcio. Paolo Borrometi, che vive sotto scorta dal 2014 perché ha sempre cercato di denunciare la criminalità organizzata, ci parla di Padre Pino Puglisi e di come la gentilezza, che sembra quasi un gesto scontato, è il più grande atto rivoluzionario del mondo.

230829_SIATE_ROMPISCATOLENel libro ti presenti alle classi con una scatola in mano. Perché?

Ero innamorato della figura di Padre Pino Puglisi. Quando mi venne raccontato per la prima volta questo episodio, fu l’ennesima motivazione che mi confermava la sua grandezza. Cosa faceva lui? Insegnava. Ogni volta che iniziava un ciclo scolastico il primo giorno arrivava in classe con una scatola. Iniziava la presentazione del suo corso ma i ragazzi erano ormai incuriositi. A quel punto chiedeva: «Sapete perché ho portato questa scatola?», e i ragazzi tentavano di rispondere. Il suo obiettivo era rompere il clima di diffidenza verso un sacerdote-insegnante. A fine lezione saliva sulla scatola e la rompeva dicendo: «L’ho portata per farvi un grande invito. Siate rompiscatole». Questo è uno degli episodi che ha contribuito al mio innamoramento: lui è stato ucciso perché era un rompiscatole. Ha sfidato la mafia con una scatola di cartone e un pallone sotto al braccio, togliendo i bambini alla manovalanza mafiosa. La sua vita ci fa capire quanto combattere sia piuttosto semplice, in fondo.

La tua vita e quella di Padre Pino Puglisi hanno molti punti in comune…
Non penso di potermi nemmeno avvicinare alla sua grandezza, oltretutto viveva in un altro contesto storico, cioè il quartiere Brancaccio a Palermo negli anni ’50.

Certamente però posso dire che con le sue scelte, con le sue parole, Padre Pino Puglisi è stato un nemico giurato dei mafiosi. Io ho tentato di combattere con la penna, con le parole. Questo è un primo tratto in comune, che affermo sempre in punta di piedi.

Entrambi poi siamo stati vittime di attentati. La violenza mafiosa ha decretato la sua morte ma forse anche la vita eterna, non solo in senso religioso, ma anche come possibilità di essere ricor- dato per sempre. Nel mio caso sono stato più fortunato, anche se porto ancora i segni fisici e psicologici dell’attacco che ho subito, di cui parlo nel libro.

È stato difficile raccontare la forza di Padre Pino Puglisi?

È stato complicato scrivere que- sto libro facendo un parallelismo tra me e lui, perché la mia sto- ria è molto più modesta e parla di vita, la sua è una storia che tuttora vive anche se lui non c’è più. La mafia, inoltre, non ha considerato come le storie simili a quella di Padre Pino Puglisi diventino così eterne da con- dannare chi l’ha ucciso. Noi ri- cordiamo Falcone e Borsellino quasi come un obbligo. Padre Pino Puglisi è molto meno citato di altri eroi ma fa comprendere come la gentilezza sconfigge il Male.

“Ciò che è un diritto, non si de-ve chiedere come un favore.” Quali sono i diritti che oggi sono considerati favori? Per quali ti stai battendo ancora tu? E Padre Pino Puglisi cosa avrebbe fatto?

Il lavoro in Sicilia è ancora scambiato come un favore anziché essere preteso come un diritto. “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” dice il primo articolo della Costituzione, eppure alcuni politici fanno finta di nulla.

La libertà è ancora considera- ta un favore: quante persone si piegano alle mafie, alla paura, alle omissioni? Chi non parla giustifica la violenza delle mafie, e le mafie sentono così il diritto di togliere la libertà ai cittadini. Io mi sto battendo per questi diritti facendo prima di tutto il cittadino e poi il giornalista. Chi ha visto quello che ho visto io ha il dovere di raccontare. Attualizzando Padre Pino Puglisi, non ho la presunzione di dire cosa avrebbe fatto se fosse vissuto nel 2023, ma rispecchiando la sua realtà con quella di oggi, penso di poter dire che avrebbe continuato a lottare per gli stessi diritti di un tempo: permettere ai ragazzi di studiare, lavorare, giocare e sognare un presente e un futuro diverso per questo martoriato paese.

In libreria ragazze e ragazzi non cercano, di solito, libri sulla mafia (a meno che non lo abbiano chie-sto a scuola). Perché un libraio dovrebbe consigliare questo libro a chi non lo sta cercando?

Io gli direi che questo è un libro per capire come nei piccoli gesti quotidiani ci sia la vera rivoluzione. La forza di Padre Pino Puglisi sta nella semplicità. Il libro parla di come oggi si possa essere sognatori realisti, costruendo il proprio futuro iniziando dal presente. Padre Pino Puglisi è la testimonianza vivente di come si può essere liberi anche se si nasce in un quartiere periferico e così possono fare anche i ragazzi che lo leggeranno.

Perché è importante che i ragazzi conoscano la storia di PPP?

Tutti diciamo che Papa Francesco è il rivoluzionario del suo tempo, ma Padre Pino Puglisi è il suo modello in formato sacerdote. Ancora oggi sarebbe rivoluziona- rio, forse più del Papa. Padre Pino Puglisi ci ha insegnato a sorridere nonostante le paure e le preoccu- pazioni. Persino il suo atto finale lo affronta con il sorriso.

È riuscito anche a convertire persone quando stava per morire. Il suo killer, Salvatore Grigoli, uno dei più spietati di Cosa Nostra, dirà che si è pentito perché quel sorriso non lo abbandonava di notte. Era il sorriso di una persona che stava dicendo “ti stavo aspettando”. Non dico che bisogna sorridere alla morte, ma a volte dobbiamo affrontare la vita con un po’ più di leggerezza.

Sorridere a chi ti sta uccidendo è un gesto che racchiude perdono, leggerezza, la normalità della persona che si è, la semplicità della persona che si è. Padre Pi- no Puglisi non sognava di fare l’eroe, me lo immagino sorridere anche ora che ne stiamo parlando. Il sorriso è un gesto dolce, positivo e sorridere davanti a chi ti sta uccidendo è il gesto più rivoluzionario al mondo. Non è una cosa assurda? Un sorriso può sconfiggere la mafia

Back to school: cosa leggere prima di tornare a scuola

Quali libri leggere per tornare tra i banchi rilassati, curiosi e pronti per imparare tante cose nuove?

Life skills

Tornare in classe significa mettersi a confronto con gli altri: nella trilogia di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, in tutti i libri per ci sono STORIE, TEST, GIOCHI, MEDITAZIONI e CONSIGLI per imparare a conoscersi e trovare il proprio equilibrio, nella testa e nel cuore:

  • La bussola delle emozioni: un libro guida diviso per singole emozioni: la tristezza, la paura, il disgusto, la rabbia, la sorpresa, la gioia.
  • Perché sei speciale: crescere significa trasformarsi, creare giorno dopo giorno una nuova versione di sè. È un lavoro lungo e paziente che richiede abilità e risorse.
  • Destinazione vita: il manuale per allenare la propria “muscolatura emotiva” e a mettersi alla prova con se stessi e con gli altri.

Per chi vuole approfondire

Per i più impazienti, che amano la scuola, ecco una serie di letture per saziare la curiosità:

  • Bello Mondo di Federico Taddia e Elisa Palazzi: per chi vuole salvare il Pianeta ma non sa bene da dove cominciare.
  • Ora Buca: una collana dedicata alle materie più “ostiche”; Marco Malvaldi racconda della sua passione per la chimica, Andrea Marcolongo dell’utilità delle lingue morte come latino e greco, Piergiorgio Odifreddi della matematica che aiuta a capire il mondo intorno a noi.
  • Nata in via delle cento stelle di Federico Taddia racconta la vita e le scoperte di Margherita Hack.
  • Un sogno al microscopio di Piera Levi Montalcini e Alberto Cappio: la testimonianza della nipote di Rita Levi-Montalcini attraverso le lettere che il Premio Nobel scrisse da ragazza.
  • Sei un universo di Elvina Finzi e Amalia Ercoli Finzi è una lettura per tutte quelle ragazze che si sono sentite dire “le materie scientifiche sono per gli uomini”.

Per chi inizia le elementari

L’inizio della scuola primaria è un momento delicato nella vita di bambine e bambini. Per affrontarlo al meglio Ti prendo alla lettera di Angelo Pisani spiega le lettere dell’alfabeto con delle filastrocche divertenti per imparare a memorizzarlo meglio!

E sulla stessa scia Storia di punto ed errore di Anna Taraska è una storia tenera e divertente illustrata con grande fantasia, per aiutare i bambini a prendere confidenza con ogni genere di errore grammaticale e non solo!

Leggere piano, forte, fortissimo

E per tutti, ma proprio tutti senza distinzioni d’età, per chi ama leggere e il mondo dei libri in generale il manuale-guida Leggere piano, forte, fortissimo di Alice Bigli sull’allenamento alla lettura con consigli, spunti di riflessione e tanto altro.

Libri da regalare alle mamme

L’8 maggio è la festa della mamma: quale occasione migliore di dirle “Ti voglio un mondo di bene” con un libro?

Ecco i nostri consigli:

L’amore cos’è di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, illustrato da Ilaria Zanellato: un albo poetico, dedicato all’Amore con la A maiuscola, che riesce a sbocciare anche nelle mille difficoltà quotidiane.

Ti voglio bene mamma di Eric Carl: dall’autore del Piccolo Bruco Maisazio, un libro perfetto per dire: TI VOGLIO BENE MAMMA!

Mamma quando torni di Ludovica Cima: Come ogni mattina, Mattia non vuole andare all’asilo, ma stare a casa con la sua mamma.

La mamma ha fatto l’uovo di Babette Cole: Come nascono i bambini?  Mamma e papà raccontano storie assurde e toccherà ai più piccoli spiegare ai genitori come si fanno davvero i bambini!

Coccole di Mamma di Alberto Pellai e Barbara Tamborini: Le coccole hanno poteri magici, soprattutto se fatte a ritmo di musica! Scopri com’è bello passare del tempo con la mamma, leggendo una storia e cantando insieme una canzone tutta vostra.

A scuola, mamma! di Jo Hoestlandt, Claude e Denise Millet: Pauline, Nina e Antoine sono felicissimi di tornare a scuola ma per le mamma è durissimo lasciare andare i bambini: un albo irriverente e dolcissimo che affronta il rientro a scuola dei bambini (e delle loro mamme) con umorismo e leggerezza.

Cuciniamo insieme! Con la mamma Francesca Barra di Emma Angelina Molfino: un libro di ricette a misura di bambine e bambini da realizzare insieme alla propria mamma.

È madre chi… di Cinzia Pennati: un libro dedicato a tutte le mamme del mondo, diverse tra loro, accomunate dall’amore per i propri figli.

 

La guerra di Marco – Intervista a Marco Magnone di Davide Morosinotto

In occasione del 25 aprile, abbiamo chiesto a Davide Morosinotto di intervistare Marco Magnone, in occasione del suo nuovo libro La guerra di Celeste.


Aggettivi per descrivere Marco Magnone: una persona sorridente, divertente, ironica e soprattutto autoironica.
Ci conosciamo ormai da diversi anni e mi accorgo che lo associo soprattutto a immagini positive. I suoi libri spesso si affacciano con delicatezza sul mondo interiore dei più giovani: i loro pensieri ed emozioni, le incertezze dell’adolescenza, i primi amori…

Beh, La guerra di Celeste non c’entra niente con tutto questo. È un libro affilato, mi verrebbe da dire, avventuroso. Pieno di azione e di battaglie, di caos.
Ambientato durante la Resistenza della città di Alba, parla di Celeste e di sua sorella Flora, che perdono la madre in modo tragico e decidono di partire per vendicarsi dei suoi assassini.

 

Marco, che ti è successo? Non avevi mai scritto un libro così…

In effetti è vero: La guerra di Celeste è molto speciale per me, perché chiude una fase della mia vita di scrittore iniziata nel 2018 con La mia estate Indaco. Non è un caso che i protagonisti di quel romanzo portassero il nome di due colori, Indaco appunto e Viola, mentre questa volta tocca a Celeste: che in Piemonte un secolo fa era un nome tradizionalmente maschile, io avevo uno zio che si chiamava così.

Per me questo libro chiude una fase e ne apre un’altra: sto iniziando finalmente a capire che tipo di scrittore voglio diventare, quali storie voglio scrivere.

 

Cioè storie “di movimento”, piene di azione?

Forse per la prima volta ho scritto un romanzo dove la trama prevale sui personaggi. Sai, poco tempo fa ho riletto tutti i libri di Fenoglio, che è uno dei miei scrittori preferiti, piemontese come me.

Nei suoi romanzi, ti affezioni ai personaggi non per il modo in cui vengono descritti, o per i sentimenti che provano, ma per le cose che fanno. Per le loro scelte.

Ecco, io volevo provare a fare la stessa cosa: scrivere un libro dove l’azione spinge avanti la storia, ma serve anche a farci conoscere i personaggi.

Celeste non vuole vendere ai lettori chissà quale messaggio, non pretende di convincere nessuno delle sue verità. È soltanto un ragazzino arrabbiato che si ritrova sulle spalle il peso di una sorella più piccola. E cerca di fare la cosa giusta, vuole capire qual è la cosa giusta. Come fare per diventare una brava persona.

 

Hai parlato di Beppe Fenoglio, che è uno degli scrittori più importanti del ‘900: autore di Il partigiano Johnny, I ventitre giorni della città di Alba, Una questione privata. Cioè i grandi libri che raccontano la Resistenza italiana. Nel tuo libro ho ritrovato alcuni dei suoi personaggi, e molto del suo spirito.

Ho sempre amato Fenoglio perché, secondo me, lui scrive dei romanzi western. Come i fumetti di Tex che sono quelli su cui ho imparato a leggere.

Pensaci un attimo: lui intanto sembrava proprio un cowboy piemontese, un po’ Corto Maltese e un po’ Bob Dylan. Solitario, sempre con la sigaretta in bocca, che preferiva la penombra alle luci dei riflettori…

I suoi eroi non sono per niente eroici, non hanno tempo di fare la morale a nessuno, devono cercare di salvarsi la pelle e fare quello che devono fare. Sono spesso soli. In lotta contro nemici molto più forti di loro e contro la natura, che nei western americani è magari il Grand Canyon, qui invece sono le colline delle Langhe, con la nebbia che si insinua tra i noccioli.

Pensa anche a come Fenoglio usa i nomi dei paesi, in modo epico: “Mango”, “Neive”, come fossero “Little Big Horn”.

Io sono cresciuto con questo immaginario e adesso sogno che il mio libro possa far conoscere Fenoglio a qualche ragazza o ragazzo di oggi. Magari qualcuno leggerà La guerra di Celeste e si appassionerà, e arriverà così a scoprire Il partigiano Johnny… Sarebbe bellissimo.

 

Celeste e Flora vivono in un’epoca di guerra che è anche molto confusa. Tutto cambia velocemente, non sempre si capisce cosa è giusto e cosa è sbagliato, e il loro viaggio per le colline diventa anche un viaggio dentro loro stessi. Celeste dice bugie, tradisce. Prende la pistola e spara. Fa scelte difficili.

Ogni guerra è una guerra civile, e lascia dei morti sul campo. Vittime e orfani, e alla fine sono sempre le persone che pagano il prezzo.

Celeste è un ragazzo a cui ammazzano la madre, e tutto quello che vuole fare è vendicarsi e trovare una valvola di sfogo per il suo dolore.

È una reazione estremamente umana.

Una volta Italo Calvino ha detto che era impossibile scrivere di Resitenza dopo aver letto Una questione privata di Fenoglio, che è un libro perfetto.

Allora mi sono chiesto: cosa potevo aggiungere di mio per raccontare questo momento storico fondamentale, che è già stato raccontato tante volte, e così bene?
Forse, mi sono detto, potevo provare a ribaltare la prospettiva. La mamma di Celeste è una repubblichina, collabora con i fascisti, e Celeste e Flora partono da quella visione del mondo. L’hanno ricevuta dai genitori, e quindi ci credono, e all’inizio del libro chiamano i partigiani delinquenti e banditi. Poi nel corso della storia Celeste si ritroverà a scoprire il mondo con i suoi occhi, e dovrà confrontare la realtà con le storie che gli avevano raccontato.

È doloroso, perché significa mettere in discussione se stessi e anche i propri genitori. Ma questo è quello che succede a ogni ragazzo quando diventa adulto.

E quando Celeste troverà davvero gli assassini della madre, e capirà che cosa hanno fatto e perché…

 

Ehi ehi, niente spoiler. Però una cosa devo proprio chiedertela: a un certo punto del libro, non dirò quando e dove, ho avuto la sensazione che insieme a Celeste ci fossi anche tu, Marco, a tifare perché succedesse una certa cosa…

Mi hai beccato, è vero. Ho sempre saputo che doveva succedere quella cosa, per me era importante, fondamentale. Non so se sia stato giusto o meno, chi può dirlo, però ho fatto quello che sentivo. L’unica cosa possibile. E non posso spiegare di più, se no altro che spoiler…

 

Certo, certo. Quindi chiudiamo questa intervista come se fosse un cerchio, tornando al principio. Hai detto che La guerra di Celeste chiude un capitolo e ne apre un altro. Dove porta la tua strada adesso?

Voglio continuare su questo nuovo sentiero che ho scoperto, e scrivere un altro romanzo d’avventura, o storico, insomma un altro romanzo di movimento. E voglio vedere i miei personaggi che fanno delle cose, scelgono, sono vivi. Solo così posso imparare a conoscerli davvero.

Marco Magnone e Davide Morosinotto

Fabian Negrin ci racconta come ha illustrato “Giufà”

Celebrare i 100 anni dalla nascita di Italo Calvino ci permette di rileggere i suoi classici, se già li abbiamo incontrati, oppure leggerli per la prima volta!

E cosa lega lo stupore della prima lettura e al piacere della rilettura se non i discorsi attorno a quello che si è appena (ri)letto?
Per questo abbiamo chiesto a Fabian Negrin, che ha illustrato una nuova versione di Giufà e la statua di gesso, cosa avesse scoperto, riprendendo in mano il classico di Calvino. E lui ci ha risposto con un piccione…

IL PICCIONE
di Fabian Negrin

Quando sono arrivato al punto di dover disegnare Giufà davanti alla statua, una grossa difficoltà mi si è presentata davanti: come disegnare una statua?

Quando vediamo, ad esempio in una delle nostre piazze italiane, una statua, c’è una sua caratteristica che salta all’occhio: a differenza delle persone che attraversano la piazza, dei bambini che corrono, dei genitori coi passeggini, la statua… non si muove!

Se però ci troviamo a dover disegnare un bambino davanti a una statua, questa differenza scompare: in un’illustrazione sia la gente che le statue sono immobili. L’altra caratteristica che facilmente ci fa distinguere una statua da un essere vivente è il materiale col quale sono fatti. Come chiaramente spiega il titolo di questo libro la nostra statua è fatta di gesso. Giufà, invece, come tutte le persone, è fatto di carne, muscoli, capelli ecc.

Se, però, devo disegnarli, anche questa loro consistenza scompare: nel mio disegno sia Giufà che la scultura sono fatti dalla stessa materia: pigmenti alla glicerina, un po’ di tempera e acquerello, qualche colpo di matita che ancora si intravede sotto il colore. Ecco spiegata la difficoltà di disegnare una statua e un bambino che la guarda e che si capisca chiaramente che una cosa è una cosa e un’altra cosa è un’altra cosa.

mi è venuto in aiuto il piccione. È frequente vedere che le statue che si trovano in spazi aperti abbiano un piccione in testa, che da lì sembra controllare la situazione. Mi sono detto, ecco la differenza fondamentale fra un bambino e una statua, il bambino non avrà mai un piccione appollaiato sulla testa.

Soprattutto Giufà, che quando non dorme è sempre in moto. Così ho disegnato il piccione sulla testa della statua per farla diventare, senza ombra di dubbi, una statua. Anzi, il disegno di una statua.

Andando avanti nella storia, però, Giufà distrugge la statua con una zappa. Mentre disegnavo questa scena il piccione si è ripresentato nei miei pensieri. Ho pensato che alcuni lettori si sarebbero forse preoccupati dalla sorte del piccione. Era andato in mille pezzi anche lui? Così, ho pensato di disegnarlo mentre si allontana dal pericolo, spaventato certamente, ma al sicuro.

Pensavo di essermi liberato dell’uccello, invece no. Io – insieme ai lettori – ero certo che fosse al sicuro, ma dove sarebbe andato a vivere ora che la statua non c’era più? L’ho disegnato nella pagina bianca a destra dell’ultimo disegno del libro – quello con Giufà, la madre, il cane e le monete d’oro – come se l’animale fosse appoggiato sul foglio, dedito a mangiare delle briciole.

Ma non mi convinceva, non si vedeva bene. Poi, direi da solo, il piccione è volato fino al davanzale della finestra, a un metro scarso dietro la testa del bambino, dove si vede adesso. Penso sia rimasto a vivere lì.

A Natale regala un libro!

Sei alla ricerca del regalo perfetto per una lettrice o un lettore? Ecco cosa ti consigliamo.

Dai 5 anni

Rudolfh la renna dal naso rosso di Robert L.May: La storia originale della renna più famosa di Babbo Natale. Una fiaba classica, che ci invita ad aprire il cuore in attesa della notte più magica dell’anno.

That Christmas di Richard Curtis: Tre storie sulla magia del Natale. Cosa succederebbe se Babbo Natale visitasse la casa di due sorelle, ma lasciasse vuota una delle loro calze? E se durante la più straordinaria nevicata che si ricordi a scuola si presentasse soltanto uno studente, per trovarsi in compagnia dell’insegnante più odiato? E se un gruppo di bambini dovesse trascorrere il 25 dicembre senza adulti?

Elf on the shelf. La notte prima di Natale di Chanda A. Bell: racconta la magica avventura dell’elfo pasticcione più amato da bambini e bambine. Quest’anno spetta proprio a lui… salvare il Natale!

Dai 6 anni

Il mio cuore è un giardino di Daniel Lumera: un libro di favole meditative dal potere curativo, da leggere insieme a bambine e bambini. Tra le sue pagine è possibile esplorare la dimensione educativa e terapeutica delle favole, grazie alla voce di Daniel Lumera, che ci accompagna in un viaggio nella nostra umanità più semplice e profonda.

Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli. Le storie più belle di Elena Favilli: Una nuova raccolta con le Bambine Ribelli più amate. Le biografie di queste donne, che hanno tutte una luce speciale negli occhi, sono storie di riscatto, di conquiste personali, di desideri perseguiti con determinazione. Leggerle ti incoraggerà a osare e a sfidare le convenzioni per raggiungere ciò che ritieni importante… perché quella luce si accenda anche nei tuoi occhi!

Ovunque andrai sarò sempre con te di Birgitta Sif: un albo illustrato che racconta di come condividere il viaggio con amici speciali è il primo passo per imparare la bellezza delle piccole cose.

Dai 10 anni

Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo. Il furore della Dea di Rick Riordan: il settimo capitolo della storica saga Percy Jackson. E se non ne hai mai sentito parlare, comincia l’avventura qui.

Un libro che definisce gli stereotipi e insegna a superarli

Io dico no agli stereotipi di Carolina Capria e Mariella Martucci è un libro contro qualsiasi etichetta imposta.

Le autrici del nuovo libro della collana hanno scelto 10 parole per approfondire il concetto di “stereotipo” e riflettere sul tema.

Chi sono le autrici

Carolina Capria (Cosenza 1980) è una scrittrice e sceneggiatrice. Vive a Milano e passe le sue giornate inventando e scrivendo storie. Nel 2018 ha aperto la pagina Facebook “L’ha scritto una femmina” in cui parla di libri scritti da donne, e ha conquistato in poco tempo migliaia di lettrici.

È approdata quindi anche su Instagram ed è seguitissima perché, attraverso foto e video, racconta ogni giorno ai follower come superare gli stereotipi, che spesso sono così nascosti nella rete sociale che fatichiamo a vederli.

Mariella Martucci è autrice e scrittrice di romanzi. Ha frequentato il master in tecniche della narrazione alla Scuola Holden di Torino, dove insegna corsi di scrittura per ragazze e ragazzi. Vive a Milano, collabora a diverse serie per ragazzi e scrive come sceneggiatrice per la televisione.

Le 10 parole sugli stereotipi

Stereotipo, sorellanza, rappresentazione, consenso, streghe, punto di vista, corpo, battaglie, linguaggio e femminismo. Sono queste le 10 parole che le autrici hanno scelto di approfondire in Io dico no agli stereotipi.

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IL 4 OTTOBRE ESCE NELLE LIBRERIE IL NUOVO VOLUME BAMBINE RIBELLI

Si chiama “100 ragazze di oggi per il mondo di domani” il nuovo volume della serie “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, a cura di Elena Favilli ed edito da Mondadori.

Protagoniste sono questa volta 100 giovanissime “changemaker” che grazie alla loro determinazione stanno contribuendo a cambiare il mondo in cui viviamo: da Greta Thunberg alla pallavolista Paola Egonu, passando per la fotografa ucraina Valerisssh, l’attivista Giorgia Soleri e l’astronoma Maritza Soto VasquezElena Favilli offre il ritratto di quelle giovani donne che possono essere di ispirazione alle bambine e ragazzine dei giorni nostri.

In questo speciale vi raccontiamo meglio la storia di questa collana, oltre ad approfondire alcuni dei ritratti contenuti in questo nuovo libro.

(Tratto da The WOM – Prosegui la lettura – clicca qui)